La premessa di questo breve articolo nasce da una personale riflessione: sempre più frequentemente avviene, nel contesto della domanda alla psicoterapia, di raccogliere un bisogno esistenziale e spirituale più ampio in senso lato di ciò che lo specifico sintomo o la crisi in cui si è coinvolti, sembrano portare.
Si chiede aiuto per un attacco di panico o una serie di quesiti, per una relazione di dipendenza affettiva di difficile soluzione, per un grave disturbo dell’umore o del comportamento legato all’incapacità avvertita di gestire emozioni come la paura, l’odio, la rabbia o la tristezza, oppure per il rimuginio costante legato al ripresentarsi di una idea fissa o più di esse, ma ciò che accade realmente è che la difficoltà critica conduce, quasi per mano, sulla soglia di quella località della geografia interiore in cui altre domande si impongono alla consapevolezza con il loro carico di angoscia inquietante: “Perché io, perché proprio a me, perché ora…..ed infine qual è il senso di tutto questo?” Continua a leggere














