“La notte in cui Fernando Pessoa incontrò Kostantinos Kavafis”

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Che cosa sarebbe accaduto se i due grandi poeti
Fernando Pessoa e Konstantinos Kavafis
si fossero incontrati?”

Breve viaggio tra mare, sogno, poesia, psicodramma.kavafis_c
Pessoa

Venerdì 8 aprile
dalle h 19,00 alle 22,00
c/o lo studio
Nuovi Percorsi
via Borelli 5 Roma

 

 

Il regista Stelios Charalambopoulos immagina questo evento straordinario e lo racconta mescolando con maestria realtà, attraverso filmati di repertorio e vecchie fotografie, e finzione, per mezzo della sua cinepresa.” 1

Lo studio Nuovi Percorsi in collaborazione con i centri didattici della SIPsA Campo di ricerca sullo psicodramma analitico” e “Apeiron” invita a prender parola nell’incontro.
Venerdì 8 aprile dalle h 19 – 20,30 ci imbarcheremo sulla nave con Pessoa e Kavafis con un bagaglio di sola poesia, scelta per noi dalla dott.ssa Viviana Sebastio2, traduttrice dal neogreco.
I
n gruppo di psicodramma, animato dai dott.ri Nicola Basile, Alessandro Paris e Giuseppe Preziosi racconteremo ai due poeti quali ricordi, pensieri, idee i loro scritti avranno suscitato tra di noi.
Alle 21,00 dopo aver restituito le forze al corpo e allo spirito con un intervallo alimentare, lasceremo la parola ai  poeti, incontrandoli nel sogno cinematografico.
Il n° max di partecipanti è limitato a 20. Il costo dell’incontro è di € 5,00.
Si prega di inviare mail di prenotazione a
nibasile@libero.it o messaggio al n. 3296322722, sia sms che whats’app.
Cordiali saluti
Nicola Basile

1https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hphotos-frc3/t31.0-8/s960x960/1053121_10151525262630617_1175528061_o.jpgImmagini tratte da wikipedia

immagini tratte da wikipedia

2 V. S. ha partecipato al lavoro seminariale di gruppo a cura della dott.sa Gaia Zaccagni e della prof.sa Minucci e dei suoi studenti c/o la Cattedra di Neogreco.

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Lo Studio Nuovi Percorsi si amplia…..apre anche a via Borelli 5!

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Dopo quindici anni di lavoro nella sede di via Pistoia 7, lo Studio Nuovi Percorsi ha avuto necessità di ampliarsi.
La ricerca ci ha condotto a cercare e allestire nuovi spazi per accogliere la complessità delle domande che dall’età evolutiva ci venivano rivolte, fin e molto oltre l’età della maturità.

http://www.iskandart.it/

http://www.iskandart.it/

Abbiamo ascoltato cambiare il bisogno di cura nella crescita del bambino e della bambina, le richieste di comprensione sul proprio futuro dell’adolescente, la domanda che non trova risposta dell’adulto. Nicola Basile e Alessandro Paris, fondatori tra gli altri dello Studio a via Pistoia,  hanno rivolto questi quesiti innanzitutto a loro stessi, nella teoria e nella prassi clinica; hanno interrogato le istituzioni di riferimento pubbliche e private; hanno cercato il coinvolgimento di altri professionisti per dare uno spazio adeguato a questa complessa richiesta di ricerca dell’uomo rivolta all’uomo stesso, per passare dal bisogno, al piacere della ricerca. Così è nata la seconda sede dello Studio Nuovi Percorsi, dove ha trovato spazio oltre che alla psicoterapia analitica individuale, in gruppo di psicodramma e in coppia, anche la neuropsichiatria infantile accompagnata dalla terapia della neuropsicomotricità, in una cornice di riflessione dell’intero gruppo di professionisti.
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5 incontri di ascolto della relazione pedagogica, psicoterapeutica e riabilitativa, attraverso la “plurivisione” del gruppo e il dispositivo dello psicodramma psicoanalitico”

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Introduzione alla seconda giornata – a cura di Nicola Basile
Ecco ciò che racconta J. L. Borgès nella storia di due uo­mini che sognano

«I sogni sono uno dei temi preferiti delle Mille e una notte. È stupenda la storia dei due uomini che sognano. Un abi­tante del Cairo sogna che una voce gli ordina di andare in Persia, nella città di Isfahan, dove lo aspetta un tesoro. E­gli affronta i pericoli di questo lungo viaggio e, arrivato a Isfahan, si corica, sfinito, nel cortile di una moschea per ri­posare. Senza saperlo si trova in mezzo a ladri. Vengono arrestati tutti e il Cadi gli chiede perché è venuto in quella città. L’Egiziano glielo spiega. Il Cadi si mette quindi a ri­dere a gola spiegata e gli dice: “Uomo insensato e credulo­ne, ho sognato tre volte di una casa al Cairo, in fondo alla quale c’è un giardino, e in questo giardino un quadrante solare, più lontano una fontana con un fico e sotto la fon­tana si trova un tesoro. Non ho mai creduto a questa men­zogna. Non voglio più vederti a Isfahan! Prendi questa mo­neta e vattene”. Il nostro uomo ritorna al Cairo: nel sogno del Cadi ha riconosciuto la propria casa. Scava sotto la fontana e trova il tesoro» (Borgès, 1979, “Le mille e una Notte”, Conferenze).

Questa premessa forse sarebbe sufficiente a spiegare il senso di un gruppo di uomini e donne che hanno deciso di incontrarsi per raccontare all’altro qualcosa che solo un narratore, il narratore di quel momento ha visto, vissuto e che è andato inevitabilmente perso, in quanto non ripetibile.

Cosa vanno a fare in Persia tutti quanti?

Intanto vanno a incontrare ciò che pensano di sapere senza che di quel sapere ciascuno possa portare altro che il proprio racconto. Quindi il loro sapere è un racconto che sperano possa trovare un altro disposto ad ascoltarli. Nelle stanze dove soggiornano per qualche ora, non ci sono che narratori che a turno devono farsi ascoltatori e non vi è altra traccia dei personaggi dei loro racconti. Per quel che ne possiamo sapere potrebbero essere personaggi di un racconto, principi e principesse delle Mille e una notte oppure sogni.

Affinché ci sia racconto non possiamo che immaginare che vi sia uno scrittore e un lettore, che l’uno senza l’altro si perderebbero, come Pollicino senza le molliche. Siamo certi però che le molliche senza Pollicino sono delle comuni briciole buone per formiche e uccelli, non certo per farci stare in apprensione per le sorti di Pollicino stesso.

Alessandro Paris, neuropsichiatra infantile, introducendo l’incontro precedente scriveva:

“La supervisione psicologica va intesa come riascolto della relazione pedagogica, della relazione psicoterapeutica o riabilitativa, attraverso la “plurivisione” del gruppo e il dispositivo dello psicodramma psicoanalitico” Continua a leggere

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Cercare l’identità nel cambiamento. Gruppo di formazione attraverso lo psicodramma

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Visibile-invisibile

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<Il visibile è una piccola parte del reale potenziale, che guardi ad espandersi verso gli orizzonti profondi dell’anima, in un atto di evoluzione e di amore, per la vita stessa>scrive l’autrice Annamaria Paolini di questa veramente intrigante opera.

Il visibile del sogno non è che esperienza per il sognatore che esce dalla sua solitudine solo narrando l’invisibile agli altri.

L’invisibile all’altro, reso racconto, lettera, messaggio per chi ascolta, contribuisce a rendere visibili le altre invisibili solitudini. Ma perché ciò accada, si deve lasciare al sogno il dominio della notte e all’incontro con l’Altro la veglia.

Lasciare lo sguardo perché erri tra il Visibile, invisibile….fa sognare un testo realizzato con il linguaggio dell’arte
Brava Annamaria Papalini!

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A Duino ci vai per….

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Capita di andare a Trieste, capita anche di trovarsi veramente molto bene a Trieste, capita anche che a Trieste vai a cercare Umberto Saba, il cui nome è ancora lì sull’insegna della sua libreria, in compagnia di Joyce che lavorava all’Indipendente a due passi da lui.
Capita che vai a Trieste per stare in compagnia, c on amici e moglie e ci vai anche per celebrare la Liberazione dal nazifascismo in quella città che solo nel ’54 diviene ufficialmente parte dell’Italia, come fosse ancora in ostaggio del passato. Vai a Trieste perché da anni volevi incontrare Rainer Maria Rilke assieme a Lou Salomé, e Marie Bonaparte assieme a Sigmund Freud nel castello di Duino. Così un sabato mattina, partendo dalla stazione, prendi un normale bus che fa il giro di tutti i paesini della costa istriana, passando tra boschi verdissimi e coste verticali sul mare, godendoti il sole che fa capolino tra le nubi, passando tra paesi dal gusto frizzante come Prosecco. Poi scendi un poco assonnato a Duino e ti fermi: è ora di un caffé. Forse è solo per te che sei in vacanza, forse è proprio così, ma non hai fretta di varcare il portone del castello di Duino, attendi e sorseggi quel buon caffé, stranamente non  della famiglia Illy. Due parole con moglie e amici che erano passati come te troppo presto dal letto al bus e ti avvii al vecchio castello. Il vecchio castello fa la guardia al castello che protegge i suoi trascorsi intensamente vissuti e il suo presente culturale assai vivace. Lo sguardo ti porta sulle onde pacate dell’Adriatico, cerca la Dama bianca che si è trasformata in scoglio per sfuggire all’odio cieco del suo consorte, scatti qualche fotografia di te davanti alle falesie a picco sull’orizzonte ora cupo, quando le nuvole scelgono di divenire padrone del tempo, ora scintillante, quando la regia assegna al sole il compito di risvegliare in te il piacere di essere un visitatore. Quando il sole ti richiama all’ordine del programma che ti eri dato, a malincuore lasci quelle vestigia di un tempo che è stato e che tu hai il privilegio di animare con i tuoi passi e ti avvi nelle dimore dei personaggi a cui devi parte importante della tua vita.

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Terre colorate

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 Il giorno in cui ho fotografato questa meravigliosa raccolta di terre colorate, pioveva a Venezia. Nonostante le piccole lacrime che lasciavano il cielo, le terre uscirono dalla vetrina e vennero a spasso con me, mescolandosi tra cristalli, maschere e gorgoglii di acque.
Auguri a tutti di tanti tanti colori per tutto il 2014.

Nicola Basile

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Nella psiche e nell’arte dal bidimensionale al tridimensionale e viceversa. Lo Psicodramma analitico nei palazzi dell’Arte di Mariarosaria Danza

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La sagoma di Amore e Psiche, apre il nostro discorso sulla questione del passaggio e del senso attuale, dal concetto di Bidimensionalità della Sagoma, alla  Tridimensionalità della Scultura,  del significato che questo esprime, come discorso dell’Inconscio. Più propriamente,è stato detto, come scrive Marie Hélène  Brousse, “L’arte come istallazione, che mette un oggetto accanto all’altro, permette di vedere come siamo usciti da un processo di metaforizzazione, mostrando l’inconscio contemporaneo come fenomeno di vicinanza.” Continua a leggere

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6 maggio 2013 – Dal bidimensionale al tridimensionale – Roma

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GRUPPO TERAPEUTICO FOCALIZZATO SULLE DIPENDENZE AFFETTIVE

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PREMESSA: il cosiddetto “mal d’amore”, ovvero il disturbo da dipendenza patologica, coinvolge un target di popolazione soprattutto di sesso femminile. Quando si vive questo disagio capita, proprio malgrado, di perdere sé stesse e i propri obiettivi. Presso lo studio “Nuovi Percorsi” si sta costituendo un piccolo gruppo, del numero massimo previsto di cinque partecipanti, che intraprenda un percorso terapeutico focalizzato sulla tematica della dipendenza affettiva. Sotto questo riguardo il gruppo, come risorsa imprescindibile e fertile terreno, e la ricchezza delle esperienze di vita delle partecipanti rappresentano la conditio-sine-qua-non per la realizzazione del percorso intrapreso insieme. La motivazione, infine, alla costituzione di esso, scaturisce non solo dall’interesse clinico ma anche  umano della conduttrice. Continua a leggere

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Ansia. Ovvero: come si sopravvive?!

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L’ansia è un “sintomo” del mondo che abitiamo, in particolare delle società occidentali, che si alimentano di stress, di frenetici ritmi produttivi, di “idola” di baconiana memoria, a scapito della dimensione più riflessiva e contemplativa dell’esistenza.

L’inspirazione che ha dato vita a questo breve articolo nasce dal confronto costante con  chi soffre, per varie e con alterne vicende, di quel disagio specifico che  prende comunemente il nome di “ansia” e che si manifesta con una serie caratteristica di sintomi:

  • Psicologici: la paura di morire, di impazzire, di perdere il controllo, le fobie, ecc;
  • Fisiologici: per l’aumento dell’adrenalina in circolo, la tachicardia, le palpitazioni, la sudorazione, i tremori e talvolta gli svenimenti;
  • Comportamentali: le condotte di evitamento, di fuga, di immobilizzazione (freezing), o le reazioni eccessive a stimoli innocui. Continua a leggere
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Perché devo imparare? di Nicola Basile

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Perché un bambino deve imparare, è una domanda che dovremmo chiederci sempre ma la ricorrenza dell’apertura dell’anno scolastico ce lo impone oggi, più che ieri.
Perché dunque un bambino o una bambina stanno per varcare la soglia di un’istituzione scolastica, sia essa ancora determinata legislativamente dall’aggettivo di servizio come la scuola materna, che sembra svalutarne la sua funzione fondante o apparentemente qualificata come istituzione deputata alla formazione e all’apprendimento come la scuola primaria, la secondaria di primo grado ?

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VOCAZIONE di Nicola Basile

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E’ bello leggere alcune pagine che non aspettavi di trovare in una calda giornata di agosto. Massimo Recalcati sull’inserto R ha scritto una piacevolissima recensione a un libro che mi appresto a leggere: “Gli enigmi del piacere”, di François Ansermet e Pierre Magistretti per i tipi della Bollati Boringhieri. La recensione la si trova al seguente url: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/07/31/eta-del-desiderio-le-origini-della.html?ref=search
Vorrei qui segnalare che Recalcati ci propone un tema assai delicato e spesso trascurato: la “vocazione”….   continua a leggere.

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Che cos’è una dipendenza affettiva?

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di Clara Emanuela Curtotti
 

Immagine tratta dal “Libro rosso” di C. Jung

<<Il primo sospiro d’amore è l’ultimo della saggezza.>> (C. Jung)

Scrivere sulla e della “dipendenza affettiva”, quando sull’argomento è già stato praticamente scritto tutto lo scrivibile, è estremamente difficile. In questo senso, certo,  “nulla di nuovo sotto il sole”. Tuttavia sicuramente moltissimi e moltissime ancora oggi si chiedono che cosa s’intenda per “dipendenza affettiva”.

Solo per orientare il lettore, ecco una delle migliori definizioni di cosa sia la dipendenza affettiva, reperibile on line:

 <<La dipendenza affettiva e’ una condizione relazionale negativa che Continua a leggere

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Psicoterapia: accoglienza della domanda di ricerca del bambino, della bambina, dell’adolescente, dell’adulto, di Nicola Basile

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In un tempo in cui su queste pagine scrivevano soltanto i fondatori di questo studio, decidemmo di pubblicare alcune semplici righe sulla psicoterapia. Non vennero scritte per annunciare alcuna novità scientifica né per aprire un solenne dibattito, vennero pubblicate soltanto per dichiarare all’altro, alla donna, all’uomo, di ogni età che non usciva da qualcosa che lo turbava, come e dove poteva iniziare una propria ricerca per dare un nome a quel che non l’aveva.

opera di Alessandro Broccoletti – www.iskandart.it

Oggi riedito quelle pagine,  rimaste a lungo al bordo del piccolo spazio immateriale dello Studio Nuovi Percorsi, interfaccia dello spazio fisico e d’incontro situato in via Pistoia 7 a Roma,   facendole apparire per la prima volta nelle sue pagine centrali.
Chi le scrisse allora, sei anni addietro, lavora ancora oggi come psicoterapeuta, come psicodrammatista analitico, come neuropsichiatra infantile avendo come riferimento la formazione analitica ma distinguendosi per stili e metodiche, dedicando parte importante della propria formazione, ricerca, e attività clinica a questi dispositivi, metodologie e campi di ricerca per la  cura della relazione dell’uomo con l’uomo.
Le diverse originalità non hanno impedito di riprendere quei testi, ancor oggi visibili sul bordo in alto delle pagine web come sempre, perché i circa 15 anni di vita del gruppo che opera sotto lo stesso nome del sito, è per noi ancora un simbolo importante della  esperienza di uomini e donne che hanno scelto di transitare nei nostri spazi di ricerca.
Mi piace iniziare questa antologia  proprio da quelle righe che ancor oggi non portano la firma dello scrittore, perché furono volutamente testo collettivo, letto fin qui  da alcune centinaia di lettori. Continua a leggere

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