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	<title>Commenti per Nuovi Percorsi</title>
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	<description>Studio di Psicoterapia - Roma Via Pistoia, 7 - zona Piazza Lodi – San Giovanni</description>
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		<title>Commenti su Il cielo è di tutti di PAOLA GARREFFA</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/il-cielo-e-di-tutti.html#comment-396</link>
		<dc:creator>PAOLA GARREFFA</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 18:35:10 +0000</pubDate>
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		<description>quest&#039;anno ho ricominciato la mia avventura scolastica, dopo un anno difficile, tra nascite e adii, in una nuova scuola... tante novità da affrontare: colleghi nuovi, classe nuova, nuove discipline da insegnare e, soprattutto, il doversi &quot;riattrezzare&quot; per insegnare da docente prevalente ( che brutta parola!) che deve &quot;passare nozioni&quot; di tutte le materie (matematica e inglese competono altre due colleghe )in sole 17 ore settimanali. Tra meno di un mese finirò l&#039;allattamente, così nelle restanti ore di compresenza non potrò fare recupero perchè, in un istituto comprensivo così grande, manca sempre qualcuno e così dovrò coprire le classi dove sono assenti le insegnanti... e pensare che ero felice di essere in ruolo perchè così non dovevo cambiare classe per fare supplenze... 
Come tutte le cose ci sono i pro e i contro... ho trovato un ambiente con insegnanti e genitori molto uniti e combattivi in favore della scuola, tanto che si è formato un comitato genitori-docenti-ata che ha iniziato una battaglia vera a propria per la scuola pubblica. Abbiamo scritto questa lettera a Monti e a Profumo.... 

Prof. Mario Monti
Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370 - 00187 Roma
Prof. Francesco Profumo
Ministero Istruzione, Università e Ricerca
Viale Trastevere, 76/a - 00153 Roma
uffstampa@istruzione.it
ufficio.stampa@miur.it
urp@istruzione.it
Dipartimento per l&#039;istruzione
Direzione generale per il personale scolastico
luciano.chiappetta@istruzione.it
UFFICIO II - Supporto al sistema scolastico
annarosa.cicala@istruzione.it
UFFICIO V - Rete scolastica
gildo.deangelis@istruzione.it
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali giovanni.biondi@istruzione.it
UFFICIO I – Affari generali e tematiche trasversali
delia.campanelli@istruzione.it

Gentile Presidente del Consiglio,
Gentile Ministro dell’Istruzione,
ci appelliamo a Voi certi che, anche in considerazione delle Vostre esperienze professionali nel campo dell’istruzione, vorrete ascoltare le voci di chi nella scuola pubblica vive e lavora quotidianamente con serietà e con passione, nonostante tutte le difficoltà che si trova a dover affrontare.
Da molti anni, purtroppo, siamo costretti a denunciare con forza numerose e serie problematiche che hanno un pesante impatto negativo non solo sul lavoro dei docenti, ma anche sulla sicurezza e sulla qualità degli apprendimenti degli alunni, nonché sulla tranquillità dei genitori e sulla loro fiducia nelle istituzioni scolastiche:
-         riduzione del tempo scuola nella primaria e riduzione del monte ore annuo di Lettere e Tecnologia nella secondaria di primo grado;
-         cancellazione delle compresenze nella primaria;
-         cancellazione delle disposizioni nella secondaria di primo grado e riduzione del fondo per le supplenze in tutti gli ordini di studio, da cui conseguono l’ormai frequente prassi dello smembramento delle classi scoperte e l’utilizzo improprio dei docenti di sostegno;
-         aumento del numero di alunni per classe, anche in presenza di allievi con disabilità gravi, che ostacola la realizzazione di percorsi didattici individualizzati e determina quasi sempre un’infrazione alle norme di sicurezza;
-         riduzione delle ore di sostegno e cancellazione del diritto al sostegno per alunni con disturbi specifici di apprendimento;
-         riduzione del numero di collaboratori scolastici con evidenti ricadute negative sulla sorveglianza degli alunni e sull’igiene degli ambienti scolastici.
Tutti noi siamo pienamente consapevoli delle serie problematiche economiche che affliggono da tempo il nostro Paese, ma, proprio per questo, crediamo che investire nell’istruzione debba essere una priorità: uno Stato i cui cittadini siano privi di una solida formazione culturale di base non ha futuro.
I docenti, che da anni nella scuola pubblica si vedono privati degli strumenti indispensabili per svolgere il proprio lavoro in modo sereno e produttivo, desiderano poter assolvere, con il massimo sostegno da parte dello Stato, l’importante funzione che la legge assegna loro.
I genitori si aspettano che ai propri figli venga realmente garantito il diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione, quindi che siano fornite loro tutte le risorse affinché essi possano sviluppare al meglio le proprie potenzialità.
Come cittadini, ancor prima che come lavoratori e come utenti della scuola pubblica, Vi chiediamo, quindi, di dare dei segnali forti di un mutamento reale e profondo nelle politiche scolastiche, mutamento indispensabile per restituire dignità e fiducia a tutte le componenti del nostro sistema d’istruzione.
Coordinamento genitori-docenti-ATA I.C.S. “I.Alpi”, Ladispoli (RM)

Questa lettera la abbiamo inviata con tutte le firme raccolte tra genitori e docenti e il 21/12 la abbiamo mandata anche tramite  mail ai loro indirizzi.
Non so se servirà a qualcosa, ma penso che, in un momento come questo, mobilitarsi per ciò che è fondamentale per la crescita dei nostri figli anche come cittadini italiani ed europei, e per ciò che si ama fare e in cui si crede, sia importante!
Come il cielo anche la scuola è di tutti e, come mi hanno insegnato e come insegno a mia volta, ciò che è di tutti non vuol dire che non è di nessuno, ma che deve essere protetto come fosse proprio!
C&#039;è la nostra pagina di &quot;io amo scuola pubblica&quot; su facebook. Chi vuole vi può aderire!&#124;
a presto.
Paola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quest&#8217;anno ho ricominciato la mia avventura scolastica, dopo un anno difficile, tra nascite e adii, in una nuova scuola&#8230; tante novità da affrontare: colleghi nuovi, classe nuova, nuove discipline da insegnare e, soprattutto, il doversi &#8220;riattrezzare&#8221; per insegnare da docente prevalente ( che brutta parola!) che deve &#8220;passare nozioni&#8221; di tutte le materie (matematica e inglese competono altre due colleghe )in sole 17 ore settimanali. Tra meno di un mese finirò l&#8217;allattamente, così nelle restanti ore di compresenza non potrò fare recupero perchè, in un istituto comprensivo così grande, manca sempre qualcuno e così dovrò coprire le classi dove sono assenti le insegnanti&#8230; e pensare che ero felice di essere in ruolo perchè così non dovevo cambiare classe per fare supplenze&#8230;<br />
Come tutte le cose ci sono i pro e i contro&#8230; ho trovato un ambiente con insegnanti e genitori molto uniti e combattivi in favore della scuola, tanto che si è formato un comitato genitori-docenti-ata che ha iniziato una battaglia vera a propria per la scuola pubblica. Abbiamo scritto questa lettera a Monti e a Profumo&#8230;. </p>
<p>Prof. Mario Monti<br />
Presidenza del Consiglio dei ministri<br />
Palazzo Chigi<br />
Piazza Colonna 370 &#8211; 00187 Roma<br />
Prof. Francesco Profumo<br />
Ministero Istruzione, Università e Ricerca<br />
Viale Trastevere, 76/a &#8211; 00153 Roma<br />
<a href="mailto:uffstampa@istruzione.it">uffstampa@istruzione.it</a><br />
<a href="mailto:ufficio.stampa@miur.it">ufficio.stampa@miur.it</a><br />
<a href="mailto:urp@istruzione.it">urp@istruzione.it</a><br />
Dipartimento per l&#8217;istruzione<br />
Direzione generale per il personale scolastico<br />
<a href="mailto:luciano.chiappetta@istruzione.it">luciano.chiappetta@istruzione.it</a><br />
UFFICIO II &#8211; Supporto al sistema scolastico<br />
<a href="mailto:annarosa.cicala@istruzione.it">annarosa.cicala@istruzione.it</a><br />
UFFICIO V &#8211; Rete scolastica<br />
<a href="mailto:gildo.deangelis@istruzione.it">gildo.deangelis@istruzione.it</a><br />
Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali <a href="mailto:giovanni.biondi@istruzione.it">giovanni.biondi@istruzione.it</a><br />
UFFICIO I – Affari generali e tematiche trasversali<br />
<a href="mailto:delia.campanelli@istruzione.it">delia.campanelli@istruzione.it</a></p>
<p>Gentile Presidente del Consiglio,<br />
Gentile Ministro dell’Istruzione,<br />
ci appelliamo a Voi certi che, anche in considerazione delle Vostre esperienze professionali nel campo dell’istruzione, vorrete ascoltare le voci di chi nella scuola pubblica vive e lavora quotidianamente con serietà e con passione, nonostante tutte le difficoltà che si trova a dover affrontare.<br />
Da molti anni, purtroppo, siamo costretti a denunciare con forza numerose e serie problematiche che hanno un pesante impatto negativo non solo sul lavoro dei docenti, ma anche sulla sicurezza e sulla qualità degli apprendimenti degli alunni, nonché sulla tranquillità dei genitori e sulla loro fiducia nelle istituzioni scolastiche:<br />
-         riduzione del tempo scuola nella primaria e riduzione del monte ore annuo di Lettere e Tecnologia nella secondaria di primo grado;<br />
-         cancellazione delle compresenze nella primaria;<br />
-         cancellazione delle disposizioni nella secondaria di primo grado e riduzione del fondo per le supplenze in tutti gli ordini di studio, da cui conseguono l’ormai frequente prassi dello smembramento delle classi scoperte e l’utilizzo improprio dei docenti di sostegno;<br />
-         aumento del numero di alunni per classe, anche in presenza di allievi con disabilità gravi, che ostacola la realizzazione di percorsi didattici individualizzati e determina quasi sempre un’infrazione alle norme di sicurezza;<br />
-         riduzione delle ore di sostegno e cancellazione del diritto al sostegno per alunni con disturbi specifici di apprendimento;<br />
-         riduzione del numero di collaboratori scolastici con evidenti ricadute negative sulla sorveglianza degli alunni e sull’igiene degli ambienti scolastici.<br />
Tutti noi siamo pienamente consapevoli delle serie problematiche economiche che affliggono da tempo il nostro Paese, ma, proprio per questo, crediamo che investire nell’istruzione debba essere una priorità: uno Stato i cui cittadini siano privi di una solida formazione culturale di base non ha futuro.<br />
I docenti, che da anni nella scuola pubblica si vedono privati degli strumenti indispensabili per svolgere il proprio lavoro in modo sereno e produttivo, desiderano poter assolvere, con il massimo sostegno da parte dello Stato, l’importante funzione che la legge assegna loro.<br />
I genitori si aspettano che ai propri figli venga realmente garantito il diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione, quindi che siano fornite loro tutte le risorse affinché essi possano sviluppare al meglio le proprie potenzialità.<br />
Come cittadini, ancor prima che come lavoratori e come utenti della scuola pubblica, Vi chiediamo, quindi, di dare dei segnali forti di un mutamento reale e profondo nelle politiche scolastiche, mutamento indispensabile per restituire dignità e fiducia a tutte le componenti del nostro sistema d’istruzione.<br />
Coordinamento genitori-docenti-ATA I.C.S. “I.Alpi”, Ladispoli (RM)</p>
<p>Questa lettera la abbiamo inviata con tutte le firme raccolte tra genitori e docenti e il 21/12 la abbiamo mandata anche tramite  mail ai loro indirizzi.<br />
Non so se servirà a qualcosa, ma penso che, in un momento come questo, mobilitarsi per ciò che è fondamentale per la crescita dei nostri figli anche come cittadini italiani ed europei, e per ciò che si ama fare e in cui si crede, sia importante!<br />
Come il cielo anche la scuola è di tutti e, come mi hanno insegnato e come insegno a mia volta, ciò che è di tutti non vuol dire che non è di nessuno, ma che deve essere protetto come fosse proprio!<br />
C&#8217;è la nostra pagina di &#8220;io amo scuola pubblica&#8221; su facebook. Chi vuole vi può aderire!|<br />
a presto.<br />
Paola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il cielo è di tutti di Alessandro Tatarella</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/il-cielo-e-di-tutti.html#comment-392</link>
		<dc:creator>Alessandro Tatarella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 07:14:16 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Nicola,  ti ringrazio per avermi dato la possibilità di rileggere le belle parole di Gianni Rodari accompagnate dalle tue considerazioni, perché mi dà la possibilità di riflettere ancora una volta sulla scuola e considerarla ancora di più &quot;bene comune&quot;. Si perché il paragone e giustissimo la scuola come il cielo, appunto, bene comune. 
Perché. oltre alla campagna referendaria sull&#039;acqua che ha avuto un grande successo, rilanciamo una campagna a difesa della scuola pubblica come bene comune? I beni comuni sono beni, che al di là della proprietà, dell&#039;appartenenza, che è tendenzialmente dello Stato, o comunque delle Istituzioni, assolvono, per vocazione naturale ed economica, all&#039;interesse sociale, servendo immediatamente non l&#039;amministrazione pubblica, ma la stessa collettività in persona dei suoi componenti. Infatti, la scuola come bene comune tende a bilanciare le esigenze collettive con esigenze individuali. Quando tu parli di trovare uno spazio, in cui imparare a vivere il gusto della scoperta dell’altro, del diverso, della bellezza del confronto tra chi ha valori, gusti e esperienze diverse io aggiungerei comune, spazio comune.
Grazie ancora per avermi dato la possibilità di una piccola riflessione sulla scuola, in questo inizio 2012, perché potrebbe essere un buon inizio per nuove battaglie e speriamo qualche conquista.
Con stima. Alessandro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Nicola,  ti ringrazio per avermi dato la possibilità di rileggere le belle parole di Gianni Rodari accompagnate dalle tue considerazioni, perché mi dà la possibilità di riflettere ancora una volta sulla scuola e considerarla ancora di più &#8220;bene comune&#8221;. Si perché il paragone e giustissimo la scuola come il cielo, appunto, bene comune.<br />
Perché. oltre alla campagna referendaria sull&#8217;acqua che ha avuto un grande successo, rilanciamo una campagna a difesa della scuola pubblica come bene comune? I beni comuni sono beni, che al di là della proprietà, dell&#8217;appartenenza, che è tendenzialmente dello Stato, o comunque delle Istituzioni, assolvono, per vocazione naturale ed economica, all&#8217;interesse sociale, servendo immediatamente non l&#8217;amministrazione pubblica, ma la stessa collettività in persona dei suoi componenti. Infatti, la scuola come bene comune tende a bilanciare le esigenze collettive con esigenze individuali. Quando tu parli di trovare uno spazio, in cui imparare a vivere il gusto della scoperta dell’altro, del diverso, della bellezza del confronto tra chi ha valori, gusti e esperienze diverse io aggiungerei comune, spazio comune.<br />
Grazie ancora per avermi dato la possibilità di una piccola riflessione sulla scuola, in questo inizio 2012, perché potrebbe essere un buon inizio per nuove battaglie e speriamo qualche conquista.<br />
Con stima. Alessandro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sulla mancanza ad essere e la direzione della cura di Nicola Basile</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/sulla-mancanza-ad-essere-e-la-direzione-della-cura.html#comment-390</link>
		<dc:creator>Nicola Basile</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 17:10:38 +0000</pubDate>
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		<description>Mi trovo in accordo con la tua proposta e la trasformo in una domanda: La ricerca poetica non è dare un nome a ciò che ancora non ha una forma ma esiste nel luogo dell’inconscio?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovo in accordo con la tua proposta e la trasformo in una domanda: La ricerca poetica non è dare un nome a ciò che ancora non ha una forma ma esiste nel luogo dell’inconscio?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Sulla mancanza ad essere e la direzione della cura di Ivonne</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/sulla-mancanza-ad-essere-e-la-direzione-della-cura.html#comment-388</link>
		<dc:creator>Ivonne</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 07:34:05 +0000</pubDate>
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		<description>Ciò naturalmente ci appassiona perché immediatamente ci accorgiamo della mancanza del nome o meglio di più nomi che rappresentino una certa discendenza e ciò intriga il nostro interesse verso l’uomo Leonardo sempre alla ricerca di ciò che ancora non ha un nome ma solo un disegno della sua mente.

trovo questa frase degna di un altro seminario,in cui ,&quot;inquietudine,&quot;&quot; poesia,&quot; cercano? trovano? il luogo  e il nome, di chi li sta vivendo.....
insomma partenza di riflessione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò naturalmente ci appassiona perché immediatamente ci accorgiamo della mancanza del nome o meglio di più nomi che rappresentino una certa discendenza e ciò intriga il nostro interesse verso l’uomo Leonardo sempre alla ricerca di ciò che ancora non ha un nome ma solo un disegno della sua mente.</p>
<p>trovo questa frase degna di un altro seminario,in cui ,&#8221;inquietudine,&#8221;" poesia,&#8221; cercano? trovano? il luogo  e il nome, di chi li sta vivendo&#8230;..<br />
insomma partenza di riflessione</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Che cos&#039;è la Psicoterapia? di Luigi D'Elia</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/psicoterapia-domande-frequenti/che-cose-la-psicoterapia#comment-296</link>
		<dc:creator>Luigi D'Elia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 06:37:27 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile Mariano, non so se ha notato le virgolette… “cosacce” nel mio discorso non si riferiva al merito, ma evidentemente al linguaggio tecnico poco comprensibile: di quello si parlava. Una difesa del modello non necessaria, quindi. Attenzione a non rendere “breve” anche la lettura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Mariano, non so se ha notato le virgolette… “cosacce” nel mio discorso non si riferiva al merito, ma evidentemente al linguaggio tecnico poco comprensibile: di quello si parlava. Una difesa del modello non necessaria, quindi. Attenzione a non rendere “breve” anche la lettura.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Che cos&#039;è la Psicoterapia? di Mariano</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/psicoterapia-domande-frequenti/che-cose-la-psicoterapia#comment-269</link>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 18:29:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nuovipercorsi.org#comment-269</guid>
		<description>Ho qualche dubbio sull&#039;utilità di definire &quot;cosacce&quot; la psicoterapia dinamica breve e quella psicoanalitica breve. Non conosco la prima. Ma la seconda poggia su solide basi teoriche e di pratica clinica.

Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho qualche dubbio sull&#8217;utilità di definire &#8220;cosacce&#8221; la psicoterapia dinamica breve e quella psicoanalitica breve. Non conosco la prima. Ma la seconda poggia su solide basi teoriche e di pratica clinica.</p>
<p>Saluti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dott. Nicola Basile di Simone camplani</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/gli-specialisti-dello-studio/dott-nicola-basile#comment-72</link>
		<dc:creator>Simone camplani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 09:48:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nuovipercorsi.org#comment-72</guid>
		<description>Caro maestro ,chiedo susa per il fatto che ti scrivo su un sito poco adatto allecomuniazioni di questo genere, ma ho perso il tuo indirizzo e-mail  e ti scrivo per chiedertelo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro maestro ,chiedo susa per il fatto che ti scrivo su un sito poco adatto allecomuniazioni di questo genere, ma ho perso il tuo indirizzo e-mail  e ti scrivo per chiedertelo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dott. Nicola Basile di Simone Camplani</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/gli-specialisti-dello-studio/dott-nicola-basile#comment-71</link>
		<dc:creator>Simone Camplani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 09:42:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nuovipercorsi.org#comment-71</guid>
		<description>Caro maestro,chiedo scusa per il fatto che ti sto scrivendo su un sito che non è adatto alle comuniazioni di questo genere, ma abbiamo perso un tuo indirizzo ancora valido per comunicare con la posta elettronica. Potresti scrivermelo qui? saluti da parte mia e anche da parte di Riccardo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro maestro,chiedo scusa per il fatto che ti sto scrivendo su un sito che non è adatto alle comuniazioni di questo genere, ma abbiamo perso un tuo indirizzo ancora valido per comunicare con la posta elettronica. Potresti scrivermelo qui? saluti da parte mia e anche da parte di Riccardo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Insegnare con la poesia, Alberto Alberti, Editore Anicia di Matteo Crippa</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/insegnare-con-la-poesia-alberto-alberti-editore-anicia.html#comment-28</link>
		<dc:creator>Matteo Crippa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 21:23:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nuovipercorsi.org/?p=130#comment-28</guid>
		<description>Eppur l&#039;impressione che alcuni &quot;sentire&quot; siano comuni agli esseri umani (plurale), quasi costanti in un&#039;equazione, fa sentire meno soli. In fondo, il linguaggio matematico, come tutto il linguaggio, è frutto della condivisione, strutturazione e ristrutturazione. E se siamo forme geometriche, dobbiamo almeno condividere la geometria, l&#039;algebra, il linguaggio, appunto. Leggerò il libro, probabilmente. Non prima del Piccolo Principe, però.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eppur l&#8217;impressione che alcuni &#8220;sentire&#8221; siano comuni agli esseri umani (plurale), quasi costanti in un&#8217;equazione, fa sentire meno soli. In fondo, il linguaggio matematico, come tutto il linguaggio, è frutto della condivisione, strutturazione e ristrutturazione. E se siamo forme geometriche, dobbiamo almeno condividere la geometria, l&#8217;algebra, il linguaggio, appunto. Leggerò il libro, probabilmente. Non prima del Piccolo Principe, però.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Che cos&#039;è la Psicoterapia? di Luigi D'Elia</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/psicoterapia-domande-frequenti/che-cose-la-psicoterapia#comment-27</link>
		<dc:creator>Luigi D'Elia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 09:15:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nuovipercorsi.org#comment-27</guid>
		<description>Ah, ecco, svelato l&#039;arcano, una tesi di laurea. Ma lei si sbaglia a pensare che questo sito non sia interessato alle tesi dei futuri colleghi, tanto che ne ospita alcune in una sezione dedicata http://www.nuovipercorsi.org/tesi-futuri-psicologi 
Si, effettivamente quella espressione sui setting standardizzati mi fa venire l&#039;orticaria, se penso che i miei futuri colleghi si convincono di interagire con le persone e con le loro menti e le loro anime con l&#039;idea di una tecnica tetragona e prevedibile. Un buon modo per creare sfaceli formativi e false credenze, ma anche colleghi incapaci d&#039;intercettare le nuove forme di malessere e incapaci di andare verso l&#039;altro.
Non sono affatto contrario alla conoscenza e all&#039;uso di &quot;tecniche&quot; o dispositivi che proteggano l&#039;incontro da una certa confusione e ne definiscano obiettivi e metodi, ma confidare nel setting come in una ricetta sacra è molto ingenuo ed è sciagurato che l&#039;accademia passi questo principio più o meno esplicitamente.
Distinguerei inoltre il set dal setting, cioé il sistema di regole concrete dal processo psicoterapeutico e relazionale. La prima cosa ha a che fare con il secondo, ma il secondo non con la prima...
Ripeto, comunque, che l&#039;esperienza personale è la vera &quot;cura&quot; a questa inflazione di falsità che il mondo formativo psicologico produce in maniera industriale.
Di nuovo un caro saluto

Luigi D&#039;Elia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, ecco, svelato l&#8217;arcano, una tesi di laurea. Ma lei si sbaglia a pensare che questo sito non sia interessato alle tesi dei futuri colleghi, tanto che ne ospita alcune in una sezione dedicata <a href="http://www.nuovipercorsi.org/tesi-futuri-psicologi" rel="nofollow">http://www.nuovipercorsi.org/tesi-futuri-psicologi</a><br />
Si, effettivamente quella espressione sui setting standardizzati mi fa venire l&#8217;orticaria, se penso che i miei futuri colleghi si convincono di interagire con le persone e con le loro menti e le loro anime con l&#8217;idea di una tecnica tetragona e prevedibile. Un buon modo per creare sfaceli formativi e false credenze, ma anche colleghi incapaci d&#8217;intercettare le nuove forme di malessere e incapaci di andare verso l&#8217;altro.<br />
Non sono affatto contrario alla conoscenza e all&#8217;uso di &#8220;tecniche&#8221; o dispositivi che proteggano l&#8217;incontro da una certa confusione e ne definiscano obiettivi e metodi, ma confidare nel setting come in una ricetta sacra è molto ingenuo ed è sciagurato che l&#8217;accademia passi questo principio più o meno esplicitamente.<br />
Distinguerei inoltre il set dal setting, cioé il sistema di regole concrete dal processo psicoterapeutico e relazionale. La prima cosa ha a che fare con il secondo, ma il secondo non con la prima&#8230;<br />
Ripeto, comunque, che l&#8217;esperienza personale è la vera &#8220;cura&#8221; a questa inflazione di falsità che il mondo formativo psicologico produce in maniera industriale.<br />
Di nuovo un caro saluto</p>
<p>Luigi D&#8217;Elia</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Che cos&#039;è la Psicoterapia? di eleonora</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/psicoterapia-domande-frequenti/che-cose-la-psicoterapia#comment-26</link>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 08:52:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nuovipercorsi.org#comment-26</guid>
		<description>Gentile dottore D&#039;Elia,
 concordo con Lei: i termini menzionati sono nozionistici e alienanti, per non dire &quot;spaventosi&quot; per chi vuole avvicinarsi ad un percorso psicoterapeutico. E molto probabilmente ho peccato di ingenuità nel chiederle tali spiegazioni, che poco hanno a che fare con la mia curiosità ma con la tesi di laurea che sto preparando. Però un appunto vorrei lasciarglielo.. anche se sono consapevole che và al di là degli obiettivi di questo sito. Durante il mio percorso di studi ho trovato spesso l&#039;espressione tecnica di &quot;setting prevedibile e standardizzato&quot;: espressione poco felice per un pubblico che vuole avvicinarsi alla terapia, ma ben condiviso dalle diverse scuole psicoterapeutiche. Ogni orientamento si basa su regole ben precise che ogni futuro terapeuta deve conoscere, apprendere ed elaborare a seconda della propria personalità e dei casi che si trova ad affrontare. I miei discorsi sono ancora troppo &quot;teorici&quot; e troppo lontani dalla realtà pratica che mi aspetterà nel mio quotidiano futuro, ne sono consapevole. Però penso che una spiegazione a &quot;grandi linee&quot; almeno dei termini chiave utilizzati all&#039;interno di una tecnica, possa servire a sensibilizzare il pubblico e aiutarlo ad abbandonare quell&#039;idea radicata nel tempo quale è -  terapeuta = persona che legge i pensieri-!! E&#039; fondamentale cioè far passare il messaggio che il terapeuta &quot;niente dice e niente fa&#039;&quot; che non sia stato già &quot;detto e fatto&quot; dal paziente... 
La ringrazio comunque per la tempestiva risposta ma soprattutto per aver dedicato un pò del suo tempo a rispondere ad un commento poco pertinente... 
Cordiali saluti 
Eleonora</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile dottore D&#8217;Elia,<br />
 concordo con Lei: i termini menzionati sono nozionistici e alienanti, per non dire &#8220;spaventosi&#8221; per chi vuole avvicinarsi ad un percorso psicoterapeutico. E molto probabilmente ho peccato di ingenuità nel chiederle tali spiegazioni, che poco hanno a che fare con la mia curiosità ma con la tesi di laurea che sto preparando. Però un appunto vorrei lasciarglielo.. anche se sono consapevole che và al di là degli obiettivi di questo sito. Durante il mio percorso di studi ho trovato spesso l&#8217;espressione tecnica di &#8220;setting prevedibile e standardizzato&#8221;: espressione poco felice per un pubblico che vuole avvicinarsi alla terapia, ma ben condiviso dalle diverse scuole psicoterapeutiche. Ogni orientamento si basa su regole ben precise che ogni futuro terapeuta deve conoscere, apprendere ed elaborare a seconda della propria personalità e dei casi che si trova ad affrontare. I miei discorsi sono ancora troppo &#8220;teorici&#8221; e troppo lontani dalla realtà pratica che mi aspetterà nel mio quotidiano futuro, ne sono consapevole. Però penso che una spiegazione a &#8220;grandi linee&#8221; almeno dei termini chiave utilizzati all&#8217;interno di una tecnica, possa servire a sensibilizzare il pubblico e aiutarlo ad abbandonare quell&#8217;idea radicata nel tempo quale è &#8211;  terapeuta = persona che legge i pensieri-!! E&#8217; fondamentale cioè far passare il messaggio che il terapeuta &#8220;niente dice e niente fa&#8217;&#8221; che non sia stato già &#8220;detto e fatto&#8221; dal paziente&#8230;<br />
La ringrazio comunque per la tempestiva risposta ma soprattutto per aver dedicato un pò del suo tempo a rispondere ad un commento poco pertinente&#8230;<br />
Cordiali saluti<br />
Eleonora</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Che cos&#039;è la Psicoterapia? di Luigi D'Elia</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/psicoterapia-domande-frequenti/che-cose-la-psicoterapia#comment-25</link>
		<dc:creator>Luigi D'Elia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 17:30:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nuovipercorsi.org#comment-25</guid>
		<description>Gentile Eleonora, ho la sensazione che lei stia cercando attraverso domande diciamo così “nozionistiche” risposte che attengono ad altri piani della sua “curiosità”. Come se lei avesse “pescato” dei termini di cui non riesce a trovare una spiegazione logica perché espressi in un linguaggio tecnicistico ed alieno ( e forse anche alienante). Ed effettivamente, così come lei domanda è difficile rispondere. Non so cosa voglia dire “setting prevedibile e standardizzato” se non un dispositivo artificioso che serve molto poco al paziente. Così come non so quale sia la differenza tra “psicoterapia dinamica breve e psicoterapia psicoanalitica breve”. Un caro collega ama dire che esiste piuttosto una differenza tra uno psicoterapeuta bravo ed uno breve… ma questa è un’altra storia. Forse se ci spiega lei dove ha sentito queste “cosacce” e a cosa le serve saperle, possiamo rispoderle meglio.
In ogni caso, rimango dell’idea che chi è interessato alla psicoterapia farebbe bene ad averne esperienza diretta e non mediata da linguaggi e filtri che ci allontanano dalla sostanza e dalla verità delle cose.
Con simpatia

Dr. Luigi D’Elia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Eleonora, ho la sensazione che lei stia cercando attraverso domande diciamo così “nozionistiche” risposte che attengono ad altri piani della sua “curiosità”. Come se lei avesse “pescato” dei termini di cui non riesce a trovare una spiegazione logica perché espressi in un linguaggio tecnicistico ed alieno ( e forse anche alienante). Ed effettivamente, così come lei domanda è difficile rispondere. Non so cosa voglia dire “setting prevedibile e standardizzato” se non un dispositivo artificioso che serve molto poco al paziente. Così come non so quale sia la differenza tra “psicoterapia dinamica breve e psicoterapia psicoanalitica breve”. Un caro collega ama dire che esiste piuttosto una differenza tra uno psicoterapeuta bravo ed uno breve… ma questa è un’altra storia. Forse se ci spiega lei dove ha sentito queste “cosacce” e a cosa le serve saperle, possiamo rispoderle meglio.<br />
In ogni caso, rimango dell’idea che chi è interessato alla psicoterapia farebbe bene ad averne esperienza diretta e non mediata da linguaggi e filtri che ci allontanano dalla sostanza e dalla verità delle cose.<br />
Con simpatia</p>
<p>Dr. Luigi D’Elia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Che cos&#039;è la Psicoterapia? di eleonora</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/psicoterapia-domande-frequenti/che-cose-la-psicoterapia#comment-23</link>
		<dc:creator>eleonora</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 16:36:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nuovipercorsi.org#comment-23</guid>
		<description>Salve ... avrei bisogno di una spiegazione. Che cosa si intende per setting prevedibile e standardizzato in psicoterapia?
C&#039;è differenza tra psicoterapia dinamica breve e psicoterapia psicoanalitica breve? E se si quale?. Ho cercato sul web ma non ho trovato niente che possa soddisfare la mia curiosità. 
Grazie 
Eleonora</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve &#8230; avrei bisogno di una spiegazione. Che cosa si intende per setting prevedibile e standardizzato in psicoterapia?<br />
C&#8217;è differenza tra psicoterapia dinamica breve e psicoterapia psicoanalitica breve? E se si quale?. Ho cercato sul web ma non ho trovato niente che possa soddisfare la mia curiosità.<br />
Grazie<br />
Eleonora</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Coraggio vecchio anno scolastico di Marco Giuliani</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/coraggio-vecchio-anno-scolastico.html#comment-22</link>
		<dc:creator>Marco Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 13:21:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nuovipercorsi.org/?p=383#comment-22</guid>
		<description>Frammenti di parole di un gruppo fiorentino anni &#039;80 chiamato NEEM  (Nuove esperienze eretico musicali), cito a memoria:

 ... &quot;C&#039;era anche un gallo e cantava pure forte, 
io c&#039;ero anche e c&#039;era pure Tazio, 
seduti su una panca, perduti nello spazio...&quot;

La scuola di Barbiana... mia madre Ilia faceva la maestra elementare e da lei, figlia di un anarchico, ho imparato molte cose, compreso il rispetto profondo per quei preti come don Milani, don Giulio Facibeni e don Mazzi che a Firenze furono e sono maestri di vita e compassione, nel senso del capire l&#039;altrui bisogno di crescere senza chiedere altro che l&#039;anelito a saperne di più.
Marco Giuliani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Frammenti di parole di un gruppo fiorentino anni &#8217;80 chiamato NEEM  (Nuove esperienze eretico musicali), cito a memoria:</p>
<p> &#8230; &#8220;C&#8217;era anche un gallo e cantava pure forte,<br />
io c&#8217;ero anche e c&#8217;era pure Tazio,<br />
seduti su una panca, perduti nello spazio&#8230;&#8221;</p>
<p>La scuola di Barbiana&#8230; mia madre Ilia faceva la maestra elementare e da lei, figlia di un anarchico, ho imparato molte cose, compreso il rispetto profondo per quei preti come don Milani, don Giulio Facibeni e don Mazzi che a Firenze furono e sono maestri di vita e compassione, nel senso del capire l&#8217;altrui bisogno di crescere senza chiedere altro che l&#8217;anelito a saperne di più.<br />
Marco Giuliani</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Terre Contigue di Michela</title>
		<link>http://www.nuovipercorsi.org/terre-contigue.html#comment-21</link>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 12:01:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nuovipercorsi.org/?p=442#comment-21</guid>
		<description>Caro Nicola,
il tuo articolo mi ha “intrigata” non poco.
Sono riuscita a leggerlo fino in fondo non per cercare certezze perché sono d’accordo con quel professore del liceo Avogadro che l’ultimo giorno di scuola, prima di essere trasferito, chiese ai suoi alunni quale fosse la cosa più importante nella vita; non avendo risposta disegnò sulla lavagna un grande punto esclamativo e uno interrogativo, e spiegò loro che non erano le risposte (il punto esclamativo) ad essere importanti ma le domande (il punto interrogativo).
Psicanalisi e apprendimento delle discipline: ho rivissuto la drammatizzazione del bellissimo racconto indiano che tu ha realizzato anni fa e ho avuto più chiara tutta la simbologia di quella storia riguardo il percorso della conoscenza e tutta la fatica del bambino che ogni volta esce dal “grembo materno” per rapportarsi con il mondo esterno. Con il tuo articolo ci hai ricordato proprio questo. Eppure ogni volta e soprattutto in casi particolarmente problematici, quando il bambino comincia a leggere per la prima volta e continua a leggere sotto voce, senza che nessuno glielo chieda, fiero della sua capacità, io, insegnante, dimentico tutti i processi mentali e penso che sia avvenuto un “miracolo”.
Dimentico anche, e penso alla provocazione di Alberto Alberti, tutti i tagli economici, politici e come vorrebbero anche al pensiero, le ignoranze (nel senso letterale del termine) sulla scuola.
Li dimentico anche quando un bambino mi chiede “maestra ci racconti una fiaba?” e sta con gli occhi sgranati ad ascoltarla. Ecco: la curiosità e lo stupore che vediamo negli occhi dei nostri alunni ci farà sempre andare avanti e non arrenderci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Nicola,<br />
il tuo articolo mi ha “intrigata” non poco.<br />
Sono riuscita a leggerlo fino in fondo non per cercare certezze perché sono d’accordo con quel professore del liceo Avogadro che l’ultimo giorno di scuola, prima di essere trasferito, chiese ai suoi alunni quale fosse la cosa più importante nella vita; non avendo risposta disegnò sulla lavagna un grande punto esclamativo e uno interrogativo, e spiegò loro che non erano le risposte (il punto esclamativo) ad essere importanti ma le domande (il punto interrogativo).<br />
Psicanalisi e apprendimento delle discipline: ho rivissuto la drammatizzazione del bellissimo racconto indiano che tu ha realizzato anni fa e ho avuto più chiara tutta la simbologia di quella storia riguardo il percorso della conoscenza e tutta la fatica del bambino che ogni volta esce dal “grembo materno” per rapportarsi con il mondo esterno. Con il tuo articolo ci hai ricordato proprio questo. Eppure ogni volta e soprattutto in casi particolarmente problematici, quando il bambino comincia a leggere per la prima volta e continua a leggere sotto voce, senza che nessuno glielo chieda, fiero della sua capacità, io, insegnante, dimentico tutti i processi mentali e penso che sia avvenuto un “miracolo”.<br />
Dimentico anche, e penso alla provocazione di Alberto Alberti, tutti i tagli economici, politici e come vorrebbero anche al pensiero, le ignoranze (nel senso letterale del termine) sulla scuola.<br />
Li dimentico anche quando un bambino mi chiede “maestra ci racconti una fiaba?” e sta con gli occhi sgranati ad ascoltarla. Ecco: la curiosità e lo stupore che vediamo negli occhi dei nostri alunni ci farà sempre andare avanti e non arrenderci.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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