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Dall'introduzione al Cartel “L’etica e l’estetica della
psicoanalisi” tenutosi nel
Centro didattico “Apeiron” della – SiPsA - COIRAG - Roma
Nella
dialettica della conoscenza si colloca la confutazione o
falsificazione della teoria. Nel cartel si tratta di
favorire il rilancio della domanda affinché essa non possa
arenarsi come una nave troppo carica su secche morbide ma
intrappolanti. Mi è parso che il nostro piccolo equipaggio
di quattro più uno, potesse partire interrogandosi proprio
su questo punto. Che ci fanno quattro persone più uno
insieme a proporsi domande e riflessioni sulla
psicoanalisi affinché essa non possa dirsi un discorso in
secca per sovraccarico o errore di manovra del timoniere?
Mi pare affascinante ritrovare la stessa problematica in
almeno due dipinti che vengono citati in un libro a cura
di Neri: "Mito sogno gruppo", ed. Borla. Sono due
rappresentazioni trecentesche di sogni di Piero
della Francesca in cui egli pone sempre cinque figure. Le
cita Enzo Scotto Lavina scomodando un poco il pensiero di
Freud e di G. Carlo.
Perché Piero della Francesca ha necessità di un sognatore
e quattro veglianti, tra cui un angelo, nel sogno di
Costantino e di quattro dormienti nella resurrezione in
cui il vegliante è il Cristo stesso?
“E’ ovvio che bisogna sentirsi responsabili dei nostri
cattivi impulsi nei sogni” scrive Freud ma per farlo,
sembrerebbe interrogarci Piero della Francesca, non si può
esser soli.
Mi stupisce che il numero dei personaggi è quello che la
tradizione Lacaniana vuole per il cartel stesso. Ci si può
domandare cosa sorprenda l’autore del sogno di Costantino
quando deve porre, sopra il sognante, l’angelo. Un’entità
superiore deve sorvegliare il corpo dell’imperatore
affinché egli possa proseguire indisturbato il suo lavoro
onirico. Tra tutti Costantino è l’unico inconsapevole
responsabile del suo lavoro. Vanno in parallelo l’attività
dei personaggi che contornano il suo sonno e il lasciar
libera la corteccia corporea che necessariamente racchiude
il sogno stesso.
Un unico personaggio è posto a osservazione di coloro che
come noi siamo esposti alla sorpresa dell’opera stessa. E’
un modo di porre in relazione il parallelo dell’attività
artistica del pittore con il nostro sguardo in modo da
creare un altro senso un inciampo nella conoscenza
stessa. Il cartel, prenderà come caso politico la visione
di Piero della Francesca e dei 4+1 come prima tappa
del percorso che ci dovrebbe condurre a leggere alcune
letture opere di Freud, citate da M. Recalcati e a porci
interrogativi in cui ci sarà di aiuto J. Lacan e altri
autori.
Altra
questione su cui propongo di lavorare è un concetto
proposto nel suo agile e godibile libro Massimo Recalcati
“Per Lacan”- ed. Borla. Nel libro si affronta la tematica
dell’etica psicoanalitica alla luce della
“problematizzazione dei concetti fondamentali della
dottrina psicoanalitica e della loro applicazione pratica
che, nel cosiddetto post-freudismo, risulta soppiantata da
un’ortodossia dogmatica che finisce per cristallizzare in
una serie di standard teorici e pratici l’innovazione di
Freud”
“«Freud non ha soltanto razionalizzato quello che fino a
quel momento aveva resistito alla razionalizzazione, ha
anche messo in luce una vera e propria ragione
ragionante, che ragionava e funzionava secondo una logica,
all'insaputa del soggetto - e ciò nel campo classico
dell'irrazionalismo, il campo della passione»
Recalcati è un filosofo e psicoanalista di grande
levatura, capace di raccontare Lacan in modo che esca
dalle nebbie del suo stesso stile. Attraverso Recalcati il
cartel cercherà di ascoltare le parole di Freud e Lacan
con la presenza e la distanza, utilizzando l'incontro in
presenza e la rete Internet quando essa non sarà
possibile.
04/03/2006 Buon
cartel a tutti
Nicola
Basile
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