IL GRUPPO TERAPEUTICO
A cura del Dr. Luigi D'Elia
PERCHE' FUNZIONA
Ciò che fa del gruppo analitico
un potente strumento terapeutico è la sua intrinseca capacità di
trasformazione degli aspetti personali problematici.Questo avviene perché il gruppo
stesso assume ben presto, nella mente dei
suoi partecipanti, la forma di uno spazio nuovo, differente da ogni contesto
percorso precedentemente da ciascun individuo nella propria esistenza. Uno spazio
nuovo che possiamo definire un "campo culturale progettuale
originale" nel quale è possibile per ognuno confrontare e contaminare
alcuni presupposti insoddisfacenti della personalità e della propria vita in un
clima di dialogo e di scambio, nel quale ciò che l'altro "porta"
diventa facilmente proprio e viceversa.A causa di questa specifica
"natura", il gruppo terapeutico analitico (o il gruppo-analitico)
offre ai suoi partecipanti la possibilità d'intravedere, nel tempo, nuove
modalità di "lettura" della realtà e una rinnovata mobilità
psicologica, proprio perché il gruppo terapeutico si colloca sul confine tra le
diverse appartenenze dell'individuo: famiglie di origine, gruppi e culture di
appartenenza, mondo sociale. Prendendosi cura dei confini tra i transiti
individuali, il gruppo terapeutico amplia gli scenari precedentemente angusti e
promuove la ricerca di nuovi codici di accesso alla realtà sociale e
individuale e, dunque, di nuove fondazioni culturali.
ALCUNI CENNI STORICI
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Sigmund H.
Foulkes |
Wilfred
R. Bion |
Fabrizio
Napolitani |
Pur nascendo nell'alveo della
Psicoanalisi, la Gruppoanalisi sviluppa, fin dalle origini presupposti
epistemologici, teorici e metodologici molto differenti in quanto il lavoro con
i gruppi richiedeva necessariamente un approccio qualitativamente alternativo a
quello legato al rapporto duale, tipico della Psicoanalisi.La Gruppoanalisi è stata
fondata da Trigant Burrow e successivamente elaborata teoricamente e
metodologicamente da Sigmund H. Foulkes.La gruppoanalisi si è inizialmente sviluppata
in Inghilterra, Foulkes costituì negli anni ‘60 la "Group Analytic
Society of London", sul cui modello sono state successivamente create in
molti Paesi Associazioni Gruppoanalitiche, e tra queste in Italia, ma ha
via via trovato sviluppo in tutto il mondo. In Itala è stata inizialmente
introdotta da Leonardo Ancona, Fabrizio e Diego Napolitani e
successivamente ha dato vita a un vero e proprio filone autonomo di ricerca e
lavoro clinico, con peculiari caratterizzazioni, con il lavoro di Corrado
Pontalti, Raffaele Menarini, Franco Fasolo, Franco Di Maria, Girolamo Lo Verso
ed altri che lo hanno arricchito con contributi relativi al ruolo della
famiglia, all'apporto della teoria della complessità, alla concezione della
personalità in termini di gruppalità identificatorie, allo studio dei gruppi
istituzionali, all'impostazione della teoresi del set/setting, alle applicazioni
per lo studio di fenomeni politico-culturali e per la costruzione di modelli di
terapia multimodali (individuale-gruppale, individuale-familiare).
ALCUNI PRINCIPI
La ‘mente’ è "relazione".
Non è concepibile un individuo se non in rapporto con un ambiente, né è
concepibile un ambiente a prescindere da un individuo che lo concepisce e ha il
carattere della ricorsività.L’identità individuale, con le medesime
caratteristiche strutturali e ricorsive, è l’insieme di interazioni, tra
l’ambiente internalizzato (l’idem) e un principio auto-riorganizzatore (l’autòs)
di tale ‘ambiente interno’ (Diego Napolitani).
Il prefisso ‘gruppo’ del termine
‘gruppo-analisi’ si riferisce al concetto di "gruppalità
interna". La gruppalità interna è la presenza in ogni individuo
di identificazioni fondative, modelli relazionali, che corrispondono ai gruppi
familiari di origine (transgenerazionale), ai gruppi di riferimento e ai loro
codici culturali. Ciò implica che questa pratica analitica non è vincolata a
un setting gruppale, poiché l’analisi delle gruppalità interne può essere
parimenti svolta sia in un contesto di gruppo che in quello duale.L'importanza teorica risiede in
una consapevolezza crescente del fatto che l'individuo non può essere concepito
in isolamento ma in continua relazione con il suo gruppo sociale: la
psicopatologia individuale è in stretta relazione con quella del gruppo di
appartenenza; la "nevrosi infantile individuale" è espressione della
"nevrosi infantile gruppale".
La psicoterapia gruppoanalitica va assumendo
un'importanza sempre maggiore sia per ragioni teoriche che pratiche. Le
ragioni pratiche consistono in una maggiore utilità applicativa con una grossa
economia di tempo e di denaro nel pubblico e nel privato. La
pratica di lavoro psicodinamico con i gruppi è diventato uno degli strumenti
operativi più diffusi nella terapia, nella formazione, nell'intervento sociale.
MODALITA'
L'ingresso in un gruppo terapeutico analitico prevede
colloqui preliminari e una diagnosi intesa in senso ampio. Va fatta una
valutazione rispetto all'inserimento in uno specifico gruppo.La frequenza è in genere di una volta a
settimana e durata di una seduta di gruppo è di 1,30h.
A seconda delle circostanze individuali possono essere previste occasionali
integrazioni di sedute individuali o familiari (necessarie soprattutto per i
disturbi di personalità).
Nel caso di terapie bimodali, è strutturale sia un incontro individuale che uno
di gruppo a settimana.
Il gruppoanalitico di matrice foulkesiana è
"semi-aperto" cioè, sostanzialmente stabile con un lento ricambio di
partecipanti. La conduzione si caratterizza per una
scarsa direttività soprattutto dopo la fondazione del gruppo. Il conduttore
mantiene comunque la responsabilità terapeutica.
Una caratteristica del gruppo analitico è la dialettica individuo/gruppo,
mantenuta sempre attiva: esiste dunque un "discorso" che attiene
all'individuo, un "discorso" che attiene al gruppo in quanto tale e
una continua interdipendenza tra i due "discorsi".
Vi è quindi un'attenzione per la comunicazione
e per il "processo gruppale", attraverso la centratura sul qui
ed ora e sul lì ed allora, sul non dicibile a sé ed all'altro:
storico, rappresentazionale, familiare, inconscio.La durata di una cura gruppoanalitica è
soggettivamente variabile, ma comunque non inferiore ai 3 anni.
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Elementi di gruppoanalisi
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