Il cielo è di tutti

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Buon anno vecchia cara scuola pubblica,
te lo auguro di tutto cuore perché sei come il cielo, sei di tutti, ma come il cielo hai tanto bisogno di essere presa in cura perché tutti ti possano apprezzare. Vorrei che tutti insieme potessimo cantare le parole di Gianni Rodari …

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

E’ mio, quando lo guardo.
E’ del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.

Sai cara scuola, se ti lasciamo nelle mani di coloro che non hanno mai voluto apprezzarti, diverresti rapidamente grigia, piena di smog, invivibile al tal punto che i tuoi abitanti dovrebbero scapparne via in cerca di altri spazi.

Ma dove trovare uno spazio come il tuo in cui imparare a vivere il gusto della scoperta dell’altro, del diverso, della bellezza del confronto tra chi ha valori, gusti e esperienze diverse, così come sguardi rivolti verso orizzonti diversi che sono tanto diversi quanto indispensabili per garantire la biodiversità dei saperi?
Qualcuno vorrebbe che tutti i saperi si assomigliassero fino a divenire un unico sapere che domina sugli altri ma so, cara vecchia scuola pubblica, che tu sei cresciuta dando proprio valore alla ricerca di un confronto tra idee e opinioni che si legittimano tra di loro perché non sono uguali.
Ti auguro cara vecchia scuola pubblica che coloro che passano 33 settimane tra le tue pareti l’anno possano finalmente trovare uno stato capace di cogliere il loro valore e al contempo ti auguro che quelle stesse persone sappiano trovare uno strumento per comunicare come e dove riescono e come e dove ancora non sono attrezzate per risolvere i problemi di tanti bambini e bambine, prepuberi e adolescenti che non si assomigliano mai tra di loro.
Ti auguro cara vecchia scuola pubblica di essere accudita e vezzeggiata da tutti coloro che con la loro quota di irpef e le loro dichiarazioni dei redditi vegliano sulla tua longevità, preferendo te a un Suv.

Infine cara vecchia ma non tanto scuola pubblica, ti auguro di trovarci ancora nel 2013 a raccontare come sei riuscita a rimanere quella splendida opportunità che l’Italia della Costituzione Repubblicana ha regalato a tutte le generazioni dal 1948 in poi.
Ho pensato a un piccolo regalo per te…ti regalo la canzone di Bobo Rondelli. Fammi sapere che cosa ne pensi. Tuo Nicola Basile

Il cielo è di tutti

 

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2 risposte a Il cielo è di tutti

  1. Alessandro Tatarella scrive:

    Caro Nicola, ti ringrazio per avermi dato la possibilità di rileggere le belle parole di Gianni Rodari accompagnate dalle tue considerazioni, perché mi dà la possibilità di riflettere ancora una volta sulla scuola e considerarla ancora di più “bene comune”. Si perché il paragone e giustissimo la scuola come il cielo, appunto, bene comune.
    Perché. oltre alla campagna referendaria sull’acqua che ha avuto un grande successo, rilanciamo una campagna a difesa della scuola pubblica come bene comune? I beni comuni sono beni, che al di là della proprietà, dell’appartenenza, che è tendenzialmente dello Stato, o comunque delle Istituzioni, assolvono, per vocazione naturale ed economica, all’interesse sociale, servendo immediatamente non l’amministrazione pubblica, ma la stessa collettività in persona dei suoi componenti. Infatti, la scuola come bene comune tende a bilanciare le esigenze collettive con esigenze individuali. Quando tu parli di trovare uno spazio, in cui imparare a vivere il gusto della scoperta dell’altro, del diverso, della bellezza del confronto tra chi ha valori, gusti e esperienze diverse io aggiungerei comune, spazio comune.
    Grazie ancora per avermi dato la possibilità di una piccola riflessione sulla scuola, in questo inizio 2012, perché potrebbe essere un buon inizio per nuove battaglie e speriamo qualche conquista.
    Con stima. Alessandro.

  2. PAOLA GARREFFA scrive:

    quest’anno ho ricominciato la mia avventura scolastica, dopo un anno difficile, tra nascite e adii, in una nuova scuola… tante novità da affrontare: colleghi nuovi, classe nuova, nuove discipline da insegnare e, soprattutto, il doversi “riattrezzare” per insegnare da docente prevalente ( che brutta parola!) che deve “passare nozioni” di tutte le materie (matematica e inglese competono altre due colleghe )in sole 17 ore settimanali. Tra meno di un mese finirò l’allattamente, così nelle restanti ore di compresenza non potrò fare recupero perchè, in un istituto comprensivo così grande, manca sempre qualcuno e così dovrò coprire le classi dove sono assenti le insegnanti… e pensare che ero felice di essere in ruolo perchè così non dovevo cambiare classe per fare supplenze…
    Come tutte le cose ci sono i pro e i contro… ho trovato un ambiente con insegnanti e genitori molto uniti e combattivi in favore della scuola, tanto che si è formato un comitato genitori-docenti-ata che ha iniziato una battaglia vera a propria per la scuola pubblica. Abbiamo scritto questa lettera a Monti e a Profumo….

    Prof. Mario Monti
    Presidenza del Consiglio dei ministri
    Palazzo Chigi
    Piazza Colonna 370 – 00187 Roma
    Prof. Francesco Profumo
    Ministero Istruzione, Università e Ricerca
    Viale Trastevere, 76/a – 00153 Roma
    uffstampa@istruzione.it
    ufficio.stampa@miur.it
    urp@istruzione.it
    Dipartimento per l’istruzione
    Direzione generale per il personale scolastico
    luciano.chiappetta@istruzione.it
    UFFICIO II – Supporto al sistema scolastico
    annarosa.cicala@istruzione.it
    UFFICIO V – Rete scolastica
    gildo.deangelis@istruzione.it
    Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali giovanni.biondi@istruzione.it
    UFFICIO I – Affari generali e tematiche trasversali
    delia.campanelli@istruzione.it

    Gentile Presidente del Consiglio,
    Gentile Ministro dell’Istruzione,
    ci appelliamo a Voi certi che, anche in considerazione delle Vostre esperienze professionali nel campo dell’istruzione, vorrete ascoltare le voci di chi nella scuola pubblica vive e lavora quotidianamente con serietà e con passione, nonostante tutte le difficoltà che si trova a dover affrontare.
    Da molti anni, purtroppo, siamo costretti a denunciare con forza numerose e serie problematiche che hanno un pesante impatto negativo non solo sul lavoro dei docenti, ma anche sulla sicurezza e sulla qualità degli apprendimenti degli alunni, nonché sulla tranquillità dei genitori e sulla loro fiducia nelle istituzioni scolastiche:
    – riduzione del tempo scuola nella primaria e riduzione del monte ore annuo di Lettere e Tecnologia nella secondaria di primo grado;
    – cancellazione delle compresenze nella primaria;
    – cancellazione delle disposizioni nella secondaria di primo grado e riduzione del fondo per le supplenze in tutti gli ordini di studio, da cui conseguono l’ormai frequente prassi dello smembramento delle classi scoperte e l’utilizzo improprio dei docenti di sostegno;
    – aumento del numero di alunni per classe, anche in presenza di allievi con disabilità gravi, che ostacola la realizzazione di percorsi didattici individualizzati e determina quasi sempre un’infrazione alle norme di sicurezza;
    – riduzione delle ore di sostegno e cancellazione del diritto al sostegno per alunni con disturbi specifici di apprendimento;
    – riduzione del numero di collaboratori scolastici con evidenti ricadute negative sulla sorveglianza degli alunni e sull’igiene degli ambienti scolastici.
    Tutti noi siamo pienamente consapevoli delle serie problematiche economiche che affliggono da tempo il nostro Paese, ma, proprio per questo, crediamo che investire nell’istruzione debba essere una priorità: uno Stato i cui cittadini siano privi di una solida formazione culturale di base non ha futuro.
    I docenti, che da anni nella scuola pubblica si vedono privati degli strumenti indispensabili per svolgere il proprio lavoro in modo sereno e produttivo, desiderano poter assolvere, con il massimo sostegno da parte dello Stato, l’importante funzione che la legge assegna loro.
    I genitori si aspettano che ai propri figli venga realmente garantito il diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione, quindi che siano fornite loro tutte le risorse affinché essi possano sviluppare al meglio le proprie potenzialità.
    Come cittadini, ancor prima che come lavoratori e come utenti della scuola pubblica, Vi chiediamo, quindi, di dare dei segnali forti di un mutamento reale e profondo nelle politiche scolastiche, mutamento indispensabile per restituire dignità e fiducia a tutte le componenti del nostro sistema d’istruzione.
    Coordinamento genitori-docenti-ATA I.C.S. “I.Alpi”, Ladispoli (RM)

    Questa lettera la abbiamo inviata con tutte le firme raccolte tra genitori e docenti e il 21/12 la abbiamo mandata anche tramite mail ai loro indirizzi.
    Non so se servirà a qualcosa, ma penso che, in un momento come questo, mobilitarsi per ciò che è fondamentale per la crescita dei nostri figli anche come cittadini italiani ed europei, e per ciò che si ama fare e in cui si crede, sia importante!
    Come il cielo anche la scuola è di tutti e, come mi hanno insegnato e come insegno a mia volta, ciò che è di tutti non vuol dire che non è di nessuno, ma che deve essere protetto come fosse proprio!
    C’è la nostra pagina di “io amo scuola pubblica” su facebook. Chi vuole vi può aderire!|
    a presto.
    Paola

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