"Osservare e Comprendere" -  L'osservazione diretta nelle situazione al limite -  a cura di Franco Scotti - Borla ed.

 

RECENSIONE A CURA DI

Nicola Basile

 

"Questo libro è il frutto di un gruppo che si è costituito nel 1980, inizialmente per apprendere ad osservare e applicare l'osservazione in campi operativi apparentati tra loro dalla funzione che in essi si esercita del prendersi cura di persone. Il gruppo che opera in luoghi di competenza di varie professionalità che fanno capo alla salute mentale, alla psicoterapia, all'educazione, alla ricerca antropologica e psicologica ha poi continuato ad esistere stimolato dall'intuizione che c'era ancora molto lavoro di esplorazione da fare con l'osservazione diretta. C'erano molti campi nuovi da percorrere, caratterizzati da relazioni che si presentavano come inesplorabili. In essi l'osservatore veniva travolto dall'estraneità della situazione osservata, o dalla sua eccessiva pregnanza, dall'emergere di ciò che turba ed emoziona oltre limiti accettabili; oppure al contrario si trovava di fronte un soggetto umano che si sottraeva ad ogni contatto…situazioni in cui è più difficile osservare perché l'essenziale non può essere colto dai sensi che esplorano lo spazio fisico (vista, udito, olfatto) ma da quelle facoltà che ci permettono di esplorare lo spazio mentale degli altri.

(…) Quello che vogliamo esporre in questo libro è una libera ricerca sull'osservazione, che ha seguito strade non ancora tracciate e ha trovato i suoi obiettivi solo cammin facendo senza che essi fossero definiti fin dall'inizio. (…) La nostra avventura nell'osservazione nasce da necessità operative. Siamo stati sospinti dalla necessità di far fronte a quelle situazioni in cui la comprensione viene meno. E' per queste urgenze che abbiamo messo da parte le discussioni sui pregi e i difetti delle varie teorie sull'osservazione.

Abbiamo cercato, nelle varie parti che compongono il testo, di dar conto da quali inciampi nasca l'esigenza di una metodologia appropriata e, una volta costituita, dove di continuo inciampi. (…) Abbiamo studiato e usato l'osservazione per la progettazione e la verifica di programmi di intervento a vantaggio di bambini a rischio di danno psicopatologico, di adulti con disturbi psichici e in altre situazioni in cui un essere umano in stato di bisogno, di debolezza o di sofferenza era preso in carico ed entrava in una relazione di cura con un operatore della salute, o del servizio sociale, o della scuola (…) all'osservazione diretta si richiede in questi casi di fornirci gli elementi di cui abbiamo bisogno per andare vanti nel nostro lavoro o per cambiare direzione. È' di fronte ad una comprensione impossibile che attiviamo un'osservazione. Ma spesso dove la comprensione fallisce an­che l'osservazione risulta impossibile. A vantaggio dell'os­servazione sta il fatto che può essere ripetuta, discussa e com­presa anche a distanza di tempo. Queste operazioni aggiun­tive sono sempre necessarie quando abbiamo a che fare con quelle particolari situazioni umane che abbiamo chiamato «situazioni umane al limite». Abbiamo usato questa espres­sione per indicare che esse abitualmente si sottraggono ad ogni comprensione. L'idea che la situazione in cui una o più persone manifesta­no la propria follia possa essere considerata una situazione umana al limite forse avrà il consenso di tutti i lettori. Più difficile è accettare l'idea che stare in presenza di un bam­bino sia un'esperienza umana al limite. Per poterlo anche solo ipotizzare dobbiamo fare riferimento a circostanze ec­cezionali in cui ci rendiamo conto, perché gli avvenimenti ci si presentano con evidenza, di come sia drammatica la vita del bambino, anche il più tranquillo e pacifico; di come egli lotti continuamente per la propria sopravvivenza; di come si difenda con tutti i mezzi a disposizione, dalle azioni alle fan­tasie; di come sia continuamente alla conquista di un pro­prio spazio da sottrarre ai conviventi o da ottenere da loro. Se vogliamo avere un piccolo saggio di questa guerra è sufficiente che guardiamo un bambino a cui è nato un fratello da poco, quando lo vede per la prima volta, magari in presenza della madre. (…) Tale situazione non sembrerà problematica al­l'osservatore solo se egli la vive come uno spettacolo che non lo riguarda, essendosi preventivamente liberato da tutte le emozioni, divenuto quindi incapace di risuonare ad ogni ri­chiamo personale. Ma se per caso qualcosa lo attrae, o un interesse lo costringe ad interrogarsi sulla natura della si­tuazione in cui è immerso, sarà difficile che riesca a frena­re le emozioni che all'esperienza si accompagnano. Egli avrà bisogno di attuare una strategia che gli permette di frenare le emozioni. All'interno di un percorso in cui le nostre emo­zioni devono essere frenate, l'osservazione diretta è un me­todo che consente di recuperare lo spessore emotivo dell'e­sperienza senza che le emozioni ci travolgano impedendoci la stessa percezione. Gli autori del libro si rivolgono a tutte quelle figure professionali che hanno al centro del proprio intervento la relazione di cura nei campi dell'educazione e della salute mentale affinché l'osservazione diretta trovi sempre nuovi stimoli per  proseguire oltre il cammino fin qui tracciato.  

 

 
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