Nell’arco
d’età che va dai 4 ai 6 anni, i bambini compiono un grande passo: iniziano ad
utilizzare il linguaggio non più esclusivamente come strumento di comunicazione
ma anche come oggetto di riflessione. Già Piaget e Vygotsky avevano rilevato l’importanza
di questo processo ritenuto un’importante tappa nello sviluppo dell’astrazione
cognitivo-linguistica, o più precisamente metalinguistica, del bambino. Il
prefisso “meta” dell’aggettivo metalinguistico indica, appunto, un
qualcosa che “sta al di là”, una dimensione che va oltre il semplice uso
strumentale.
Diversi
linguisti hanno parlato di metalinguistica e diverse sono le definizioni che ne
sono state date.
Jacobson
la definisce un’attività che consiste nel parlare della medesima parola ed
assume,quindi, il linguaggio stesso come contenuto; Benveniste la definisce la
possibilità che si possiede di elevarsi al di sopra della lingua, di
contemplarla pur utilizzandola nei discorsi e nei ragionamenti.
E’
nel campo psicolinguistico che hanno avuto luogo il maggior numero di studi
sulla metalinguistica tra cui fondamentale è stato il “Metalinguistic
Awareness in children. Theory,
Research and Implications” ad opera di Tunmer, Pratt ed Herriman. Questi
autori definiscono la consapevolezza metalinguistica come l’abilità di
riflettere su e di manipolare le caratteristiche strutturali del linguaggio
parlato, trattandolo come un oggetto di pensiero. Essi ritengono che il
metalinguaggio sia al tempo stesso incluso nella categoria generale della
metacognizione ed includente la consapevolezza fonologica, la consapevolezza
della struttura dei segni, laconsapevolezza della struttura frasale e la
consapevolezza pragmatica. Questa doppia inclusione porterebbe, quindi, ad una
svolta nelle capacità generali di elaborare informazioni.
E’
molto importante sottolineare quanto alcuni modelli piagetiani abbiano fornito
un valido aiuto nell’interpretare lo sviluppo della consapevolezza
metalinguistica. Negli anni Ottanta due studiose di orientamento neo-piagetiano,
grazie ad uno studio osservativo su bambini dai 2 ai 6 anni, hanno elaborato 3
criteri sulla base dei quali possiamo parlare di condotte metalinguistiche:
a)
Il bambino deve saper dissociare nelle parole la forma dal significato e
deve saper distinguere somiglianze e differenze tra le varie parole;
b)
Deve saper segmentare le parole e riconoscere correttamente sillabe e
morfemi;
c)
Deve essere in grado di distinguere l’oggettività delle parole come
appartenenti ad un codice condiviso da variazioni individuali e psicologiche.
I
criteri proposti dalle autrici sembrano essere soddisfatti tra i 5 ed i 6 anni,
ossia in quell’arco di tempo in cui avviene il passaggio dalla scuola materna
alla scuola elementare ed al quale è indirizzato il Tam-1, ovvero un test per
sondare le abilità metalinguistiche in bambini dai 4 ai 6 anni.
Lo
strumento d’indagine: descrizione del Tam-1.
Obiettivi
e destinatari.
Il
Tam-1, ossia Test di abilità metalinguistiche n. 1, è uno strumento utilizzato
al fine di sondare le abilità metalinguistiche in bambini dai 4 ai 6 anni, gli
anni che segnano, appunto, il passaggio tra la scuola materna e la scuola
elementare. “Un esame delle abilità metalinguistiche durante questo passaggio
permette all’insegnante ed allo psicologo di individuare quali siano le
capacità del bambino di manipolare determinati aspetti strutturali della parola
che costituiranno la base per utilizzare la lingua in maniera sempre più
indipendente dal contesto, secondo una tipica richiesta
scolare”(Pinto, Candilera, 2000 La valutazione del primo sviluppo
metalinguistico).
Caratteristiche
strutturali.
Il
Test è costituito da una batteria di 7 prove divise in 2 sezioni: una formata
da 5 prove di carattere generale (MLG) e l’altra formata da 2 prove più
specifiche(MLS).
Le
prove MLG.
Nelle
prove MLG si riflette sui segni come veicoli di significati lessicali o
grammaticali e possono essere somministrate oralmente, eccetto le prove di
Valutazione della lunghezza delle parole e di Segmentazione lessicale che,
soprattutto con i bambini più piccoli, possono essere presentate anche per
iscritto.
Le
5 prove sono composte ognuna da un numero di items variabile da 8 a 10.
La
prima ad essere presentata è quella dell’Ordine
delle parole, in cui si chiede al bambino di riordinare articoli, verbi,
soggetti, avverbi di negazione nelle frasi che vengono loro presentate in modo
disordinato dall’operatore. Un’esecuzione corretta dimostra l’acquisizione
da parte del bambino delle regole per costruire ed usare la lingua. Il punteggio
massimo nella prova è 18. (Es.: “Mi piacciono fiori quei”. Puoi mettere
quello che ho detto nell’ordine giusto?).
La
seconda prova è la Valutazione della
lunghezza delle parole.
Questa richiede la capacità di riconoscere il contrasto tra le dimensioni del
significante e quelle del referente. Questo può trarre in inganno i bambini
soprattutto quando vengono presentate parole corte con referenti lunghi (es.:
via) o parole lunghe con piccoli referenti (es.: temperamatite). Il punteggio
massimo nella prova è 13.
La
prova di Segmentazione lessicale sonda,
invece, la capacità dei bambini di riconoscere e quantificare il numero delle
parole che formano una frase. (Es.: Mi devi dire quante parole ci sono nella
frase che ora ti dico e quali sono: “Piero prende la mela”). Il punteggio
massimo nella prova è 16.
La
Prova della rima indaga sulla
capacità di riconoscere somiglianze fonetiche tra le parole sapendo tenere
distinti significante – referente - significato. (Es.: Ti dico 3 parole che
stanno bene insieme perché hanno lo stesso suono finale: cicala, pala e ala.
Con queste 3 parole ci sta meglio formica o scala?). Il punteggio massimo della
prova è 16.
Infine
nella prova della Sostituzione dei segni
si chiede ai bambini di sostituire delle parole ad altre che già compongono la
frase presentata, disobbedendo alle regole morfosintattiche per far loro
dimostrare di aver appreso il carattere discreto ed arbitrario del segno che gli
garantisce isolabilità, modificabilità e trasponibilità. (Es.: Facciamo finta
che mela si dica cane e per dire la mela è sotto l’albero diremo: la cane è
sotto l’albero). Il punteggio massimo della prova è 20.
Le
prove MLS.
Nelle
prove MLS, che vanno somministrate per iscritto, sono presi in considerazione la
struttura ed il funzionamento dei segni. Queste prove, oltre a valutare il grado
di familiarità del bambino con i segni grafici, misurano anche la comprensione
del funzionamento di ogni grafema rispetto agli altri. La prima di queste due
prove è l’Identificazione di parole
stampate, lettere e numeri. Nella prova si chiede al bambino di riconoscere
i diversi morfemi che gli vengono presentati: lettere, parole, numeri che in
questo caso diventano oggetti di riflessione. (Es.: Fai un cerchio intorno ad
ogni parola nella striscia). Il punteggio massimo della prova è 18.
Nella
seconda prova, invece, Morfologia e
funzione dei segni scritti, si indaga sulla capacità di riconoscere la
leggibilità e la funzione di numeri (21), articoli (UN e IL) e punteggiatura
(!?.,), nonché la leggibilità di un testo ed il modo in cui si debba leggere.
Il punteggio massimo della prova è 12.
Modalità
di somministrazione.
Il
Tam-1 è un test carta e matita; si somministra oralmente ed individualmente.
Per garantire una
sufficiente
concentrazione del bambino c’è bisogno di uno spazio isolato per evitare
facili distrazioni. Ogni prova va somministrata entro un tempo massimo che varia
a seconda della prova da 8 a 15 minuti. Con i bambini di 4 anni è preferibile
somministrare le prove in 3 diverse sedute. Per i bambini di 5 e 6 anni le prove
MLG possono essere somministrate anche in una sola seduta, eccetto casi
particolari (spazio, tempo, stanchezza del bambino) e le prove MLS in un secondo
incontro. Delle 5 prove MLG 2 possono essere presentate oltre che oralmente
anche per iscritto specie con i bambini più piccoli.
Modalità
di valutazione.
La
valutazione delle risposte si articola su 3 livelli: 0, 1 e 2. Il livello 0
corrisponde a quelle risposte che dimostrano quanto il bambino sia ancora
lontano dal sistema in cui, invece, dovrebbe operare. Non risponde o non sa
rispondere, dimostra di essere confuso, ripete la frase così com’è. Il
livello 1 corrisponde a condotte di compromesso. I bambini iniziano ad intuire i
principi che sottostanno alle prove, spesso con incertezza, e giustificano le
proprie scelte. Il livello 2 corrisponde all’acquisizione delle capacità di
dominare le dinamiche strutturali presenti nelle prove.
I
criteri che sottostanno a questi 3 livelli sono ispirati al concetto di
equilibrazione di Piaget, per il quale la conoscenza nasce come un problema nel
momento in cui si presenta un conflitto. Per far fronte alle perturbazioni che
scaturiscono da tale conflitto va cercato un nuovo equilibrio. Questo può
avvenire con 3 tipi di regolazioni: di tipo α
che consistono nell’ignorare il problema; di tipo β che consistono
nel prendere atto del conflitto e barcamenarsi; di tipo γ che consistono
nell’avere un’idea di come ricomporre il tutto. Il metalinguismo avanzato è
la capacità di ricomporre il conflitto e ritrovare un equilibrio.