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Tesi di Laurea
OSSERVARE E DISCUTERE: UN’ESPERIENZA NELLA SCUOLA ELEMENTARE
di Garreffa Paola
Università di Roma “La
Sapienza” - Facoltà di Psicologia 2
Scienze e Tecniche Psicologiche dello Sviluppo e dell’Educazione
RELATRICE: Prof.ssa
Donatella Cesareni
CORRELATRICE: Prof.ssa Maria Amata Garito
Anno Accademico 2003/2004
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PREMESSA
Uno dei problemi che si pone agli operatori del mondo della
scuola è mettere a punto ed applicare delle procedure finalizzate
all’insegnamento di tecniche che aiutino gli allievi a pensare e a
ragionare e li guidino verso quell’ “imparare ad imparare”, alla base di
tutti gli apprendimenti.
La società odierna chiede alla scuola di formare cittadini
che sappiano organizzarsi nei futuri ambienti di lavoro, adeguandosi a
compiti nuovi connessi a problematiche anche complesse. Per far ciò è
necessario sviluppare l’abilità di lavorare con gli altri, comunicare con
persone di diversa cultura e formazione, per integrare le competenze.
E’ su questi presupposti che si sviluppa l’attuale
didattica metacognitiva. Sentirsi responsabili del proprio apprendimento
e sapersi motivare, sviluppa la conoscenza, l’automonitoraggio e le
strategie di studio e comprensione. Il contesto, in cui tale apprendimento
si sviluppa, è in grado di interessare, approfondire e coinvolgere i
bisogni, le tendenze e gli impulsi motivazionali degli allievi. Infatti la
motivazione intrinseca ad apprendere si sviluppa maggiormente quando il
bambino partecipa attivamente alla costruzione della propria conoscenza
attraverso osservazioni ed esperienze dirette, trasformando in nuovi
apprendimenti, ciò di cui è consapevole.
L’introduzione di nuove tecnologie didattiche all’interno
della scuola, caratterizzata dall’impiego dei Personal Computer e dalla
loro applicazione nei campi educativi, si pone a diretto utilizzo della
costruzione attiva di conoscenza.
Le discussioni in classe, sia tra pari che tra studenti e
adulti, sono ormai considerate uno strumento potente, capace di sviluppare
pensiero argomentativo, riflessivo e metacognitivo.
Oggi i ricercatori si interrogano sulle nuove dinamiche
socio-cognitive rese possibili dalla comunicazione elettronica che dilata
il gruppo classe ad una comunità più ampia.
Un valido supporto alla creazione di conoscenza è
rappresentato dagli ipertesti, ambienti non direttivi che stimolano la
riflessione metalinguistica e assecondano il modo in cui l’uomo pensa e
apprende.
Internet è un enorme ipertesto, da
scoprire e consultare attraverso i link (legami), ed è anche un potente
mezzo di comunicazione che, se ben utilizzato, può aprire le porte delle
classi per attuare una comunicazione interpersonale con altre scuole
sperimentando l’apprendimento collaborativo mediante la creazione di una
comunità di apprendimento a distanza.
I progetti che tendono alla creazione di “comunità di
apprendimento” realizzano le condizioni favorevoli allo scambio di idee,
ragionamenti, riflessioni tra studenti impegnati a fare ricerche intorno a
problemi da loro scelti. Ciò che interessa stimolare è la capacità di
pensiero.
Su questi presupposti si è basato il
lavoro che segue, risultato di un’esperienza di tirocinio, durata un anno
scolastico.
Due scuole elementari hanno
interagito e collaborato per condividere e costruire conoscenza,
all’interno dell’ambiente di apprendimento “Synergeia”, creato per
sostenere la costruzione collaborativa di conoscenza, mediante l’utilizzo
della rete internet.
La tesi è composta da quattro capitoli.
Il primo contiene i fondamenti teorici alla base della
ricerca.
Il secondo descrive l’ambiente di apprendimento, il
progetto, i partecipanti e gli obiettivi dell’attività.
Il terzo capitolo riguarda la metodologia di analisi dei
dati prodotti nei forum; vengono analizzati ed esposte le categorie
utilizzate.
Nel quarto capitolo ho inserito i risultati della
precedente analisi ed ho tratto le conclusioni del lavoro.
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CAPITOLO 1
PRESUPPOSTI TEORICI
In questi
ultimi decenni la ricerca psicopedagica ha rivolto la propria attenzione
al rapporto esistente tra dinamiche cognitive e interazione sociale,
assumendo significati diversi in rapporto al momento storico, culturale e
alle teorie di riferimento relative all’apprendimento, che via via sono
andate a susseguirsi: comportamentismo, cognitivismo, costruttivismo,
socio-costruttivismo, costruttivismo socio-culturale.
1. L’evoluzione della nozione di apprendimento
Agli inizi degli anni ’40 -’50 venne
elaborata dal comportamentismo la learning theory, volta a
dimostrare l’apprendimento di comportamenti umani semplici (Pontecorvo,
1999). Per i comportamentisti l’apprendimento era
semplicemente il consolidarsi di una risposta, attraverso un rinforzo,
delle conoscenze disciplinari che si imparano a scuola e delle
interazioni sociali, formula alquanto riduttiva se pensiamo alla
complessità del linguaggio. E’ proprio la riduttività di questa teoria
che ne ha determinato, tra la fine degli anni ’50 e ’60, il suo graduale
superamento ed ha portato all’affermarsi del cognitivismo
che, a differenza della precedente prospettiva, sottolinea l’importanza
del contenuto dell’apprendimento e del ruolo determinante del
contesto nell’elaborare e immagazzinare informazioni.
Tra gli anni ’70 e ’80 la prospettiva cognitivista voleva
essere il riferimento per innovare la psicologia dell’educazione, ma
l’abuso di termini tecnici e della metafora della mente come calcolatore,
oltre a voler a tutti i costi simulare i processi umani, hanno portato ad
una perdita di rilevanza di tale teoria.
Alla fine degli anni ’80 Bruner ha
ripreso e studiato la concezione vijgotskiana dell’interazione tra
sviluppo e apprendimento. Lo sviluppo avviene sempre nel contesto di una
cultura e attraverso la comunicazione e lo scambio con gli altri (
Pontecorvo, 1999 ); per Bruner è il risultato dell’interiorizzazione di
interazioni sociali, che avvengono all’interno della propria cultura, tra
un individuo competente e uno meno competente. L’interazione e il supporto
degli altri hanno un ruolo fondamentale negli apprendimenti.
L’intelligenza, secondo Bruner, non è
pensabile come collocata nella mente del singolo, ma è una risorsa
condivisa fra le persone che lavorano insieme, degli strumenti di
cui si servono, negli ambienti in cui operano, delle pratiche che
condividono.
2. Interazione sociale e costruzione
della conoscenza: paradigmi confronto.
Nell’impostazione attuale della psicologia dell’educazione
è determinante la prospettiva vygotskiana, rivolta ad una psicologia
culturale che vede sviluppo psicologico e cultura come inscindibili l’uno
dall’altra.
a) Lo storicismo culturale di Vygotskij
Nello sviluppo socio-culturale vygotskiano, il linguaggio
ha un ruolo cruciale. Lo sviluppo del bambino viene costruito attraverso
l’interazione sociale con l’ adulto, nel proprio contesto socio –
culturale.
Secondo la “legge genetica generale dello sviluppo”,
formulata da Vygotskij, ogni funzione psichica superiore appare due volte
nello sviluppo psicologico del bambino: prima sul piano sociale (
interpsicologico ) e poi sul piano psicologico ( intrapsicologico ): ciò
che diventa mentale e interno è sempre preceduto da una fase esterna
sociale ( Pontecorvo, 2004). Questo passaggio, dal sociale
all’individuale, è caratterizzato dalla interiorizzazione della
relazione ( le relazioni sociali sono primarie e, successivamente, si
trasformano in funzioni psichiche ) e dalla presenza di una “zona di
sviluppo prossimo”, un’area di attività mentale che il discente, in
seguito all’aiuto ( scaffolding ) di un adulto o di un pari più
competente, può estendere. Lo scaffolding si compone di una
serie di componenti che consistono nel:
·
reclutare il bambino al compito,
·
indirizzare l’attività verso la risoluzione
del problema,
·
semplificare le componenti del compito,
·
sottolinearne gli aspetti cruciali ,
·
mostrare le soluzioni e
·
ridurre progressivamente i gradi di libertà.
E’ proprio attraverso l’intervento educativo che la
differenza tra lo sviluppo attuale e il potenziale di sviluppo, si può
ampliare.
b) Il meccanismo del conflitto socio-cognitivo
Il costrutto del conflitto socio-cognitivo, legato
alle prime formulazioni di Piaget, è stato ripreso dai neo-piagettiani
reintroducendo la dimensione sociale nella loro teoria. Secondo le teorie
neo-piagettiane, che si occupano più del rapporto interattivo tra pari
( a differenza di Vygotskij che enfatizza l’interazione con l’adulto
competente ) confronti e conflitti interindividuali porterebbero i bambini
a superare gli squilibri esterni e interni, al fine di coordinare i
diversi punti di vista. L’interazione sociale, quindi, è lo
strumento per accelerare lo sviluppo delle “strutture dell’intelligenza”.
Le ricerche hanno mostrato che un soggetto può trarre vantaggio
dall’interazione anche quando si confronta con un compagno che è al suo
stesso livello, purché abbia un diverso punto di vista. Il confronto con
individui diversamente centrati “produce uno “squilibrio” interindividuale
che è alla base di quello intra-individuale” ( Gilly , pag 60).
c) Piaget e Vygotskij: paradigmi a confronto
Nella seguente tabella sono riportate le principali
differenze tra i due paradigmi, piagettiano e vygotskiano:
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PIAGET |
VYGOTSKIJ |
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Il conflitto socio-cognitivo è il meccanismo che
spiega il cambiamento |
Meccanismo che spiega il cambiamento è l’aiuto reciproco
tra le menti, tramite la negoziazione |
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Maggior importanza all’interazione tra pari |
Relazione asimmetrica con un adulto o un pari più
competente |
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Interiorizzazione dell’azione, che dà luogo all’operazione
. |
Interiorizzazione della relazione |
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Interazione individuo-ambiente
( naturale/artificiale ) |
Interazione individuo-ambiente
ambiente sociale ( storico-culturale) |
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Cambiamento cognitivo stadiale, dovuto all’interazione,
solo se vicini allo squilibrio. |
“zona di sviluppo prossimo”,
creata dall’intervento educativo |
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Presa di coscienza: dipende
dallo sviluppo della struttura |
Presa di coscienza: risultato
del linguaggio e dell’istruzione |
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Meccanismo intrapsicologico:
decentramento e coordinazione di diversi punti di vista |
Meccanismo interpsicologico:
ciò che si produce nel sociale è poi rappresentato interiormente. |
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Lo sviluppo va dalle operazioni
alle cooperazioni |
Lo sviluppo va dalle interazioni
sociali verso il pensiero individuale. |
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Linguaggio: ruolo secondario
relegato al periodo pre-logico |
Linguaggio e trasmissione culturale:
posto centrale nel processo di sviluppo. |
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Tab.1 : Principali
differenze tra i paradigmi di Piaget e Vygotskij. |
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3. L’approccio situazionista
Punti focali dell’approccio “culturale-situazionista” sono
i concetti di attività, di comunità di pratiche e la visione
storicista, fortemente contestualizzata (“situata”) di
tali pratiche.
a) La teoria dell’attività
La “teoria dell’attività” di Leont’ev, collaboratore di
Vygotskij, ha avuto un’influenza decisiva nell’approccio situazionista
dell’apprendimento. “La società produce l’attività degli individui che la
compongono” ( Leont’ev, 1975; trad.it. 1977, p. 69 ).
Considerando l’apprendimento come una “pratica sociale”
contestualmente “situata”, viene riconosciuta ad ogni attività la
natura cognitiva e la dipendenza dai contesti di produzione. L’attività,
essendo sociale, può svilupparsi solo in condizioni di cooperazione e
comunicazione tra le persone. La familiarità alla discussione, il clima
sociale e ripresentare all’intera classe quanto emerso nel lavoro di
gruppo. favoriscono la disponibilità ad interagire.
Nella prospettiva situata, il termine apprendimento viene
sostituito con apprendistato, per sottolineare come “le pratiche di
acquisizione delle competenze siano pratiche situate, graduate e inserite
in contesti significativi di attività e nelle quali è centrale il
concetto di partecipazione ad attività congiunte” (
Zucchermaglio, pag. 332 )
L’evento saliente in questa
tradizione di studi socio-costruttivisti è l’intreccio tra
oggetti, azioni e discorsi, definiti dalle culture di appartenenza. I
modelli teorici, poi, enfatizzano l’una o l’altra componente. Ponendo
l’attenzione sugli oggetti, si evidenzia come l’individualità può
essere modificata dal punto di vista degli altri. Focalizzandoci sulle
azioni, consideriamo che le capacità di ciascuno si formano
compensando quelle degli altri e che alcune operazioni che l’individuo
dovrebbe compiere in successione, nel gruppo possono svolgersi
contemporaneamente. Se invece è il discorso al centro
dell’attenzione, l’interazione è vista come occasione proficua per
utilizzare il linguaggio in funzioni tipiche della discussione, quali
esplicitare, spiegare, chiedere, dubitare, argomentare ( Caravita, 2003 ).
Nelle analisi delle pratiche discorsive il risultato degli
effetti metacognitivi sarà il raggiungimento della consapevolezza di ciò
che si sta facendo.
Se vogliamo dar conto dei processi coinvolti nel lavoro
collaborativo dobbiamo considerare tutte le chiavi interpretative,
utilizzando un approccio sistemico, dove l’attività situata, il
discorso, i prodotti e il gruppo, potrebbero costituire modalità di
analisi alternative. La comunicazione sociale e il lavoro di gruppo hanno
un potenziale educativo primario. L’interazione a scuola è un tipo di
conversazione che esula dalla comunicazione linguistica naturale ed è
basata su strategie di tipo argomentativo. Insegnare ed apprendere sono
compiti non solo cognitivi, ma sociali
b) Il socio-costruttivismo
Per il socio-costruttivismo la natura dello sviluppo del
pensiero è frutto di un processo di costruzione di significati attraverso
gli scambi sociali che si realizzano durante la vita quotidiana. L’insieme
delle costruzioni cognitive sono frutto delle interazioni con i partner,
dei conflitti socio-cognitivi e della mediazione simbolica del linguaggio
e della cultura. Negli ultimi anni molte ricerche si sono volte ad
analizzare il ruolo del discorso in classe nella costruzione di conoscenza
degli allievi, come singoli e come gruppo.
Il modello di interazione alla base del “discorso costruttivista” vede
l’apprendimento come “rinforzo della risposta”, per cui si apprende se si
risponde correttamente, purché la risposta sia “ricavata spontaneamente”
dal soggetto.
Il modello costruttivista della conoscenza viene a
completarsi con la prospettiva interazionista: la negoziazione con
gli altri è lo strumento indispensabile per la costruzione di un comune
mondo di significati. Ogni membro del gruppo ri-costruisce il “compito” (
costituito da consegne, scopi, contenuti, ruoli, aspettative che
strutturano un’attività ) alla luce della rappresentazione collettiva,
man mano che il lavoro procede. ( Caravita, 2003)
Ciò è risultato dei cambiamenti avvenuti nelle percezioni e
conoscenze dei partecipanti, nelle loro relazioni e nella situazione.
4. Le Comunità di apprendimento
I principi dell’approccio culturale-situazionista, hanno
guidato A. Brown e J. Campione, due ricercatori dell’Università di Berkley
( California ), i quali, negli anni ottanta, hanno definito le
comunità di apprendimento (Community of Learners CoLs.). Il
loro obiettivo era sperimentare nuovi modelli educativi e apportare un
cambiamento nel “fare scuola”, convinti che la scuola non possa limitarsi
a trasferire conoscenze ma debba soprattutto produrne di nuove e rendere
le persone in grado di gestire i propri apprendimenti.
Le CoLs, divenute in seguito FCL ( Fostering
Communities of Learners o Comunità facilitanti di allievi che
apprendono ), si configurano come comunità di apprendisti. L’obiettivo è
far acquisire ai singoli componenti la capacità di applicare strategie per
imparare ad apprendere, mediante l’applicazione di alcuni principi propri
delle modalità di lavoro delle comunità di scienziati.
Nelle comunità di apprendimento si promuove, su base
dialogica, l’apprendimento collaborativo, nel quale si
negoziano gli obiettivi e avviene la condivisione delle conoscenze, anche
grazie al conflitto socio-cognitivo che si sviluppa nelle discussioni.
Prevedere compiti “interdipendenti” tra i singoli componenti del gruppo di
lavoro facilita l’instaurarsi della collaborazione. Il discorso
condiviso incoraggia a riflettere intorno ai propri processi di
apprendimento, stimolando autonomia, partecipazione attiva e
responsabilità: è lo strumento principe per promuovere lo sviluppo
metacognitivo.
La legittimazione delle differenze, favorisce il
rispetto degli altri, oltre che alcune specializzazioni degli studenti, ed
è una risorsa: fa aumentare il numero di zone di sviluppo prossimale, che
interagiscono l'una con l'altra, grazie alle conoscenze che circolano
all’interno della comunità, e legittima la partecipazione periferica (
Lave e Wenger, 1991 ).
Appartenere ad una comunità di apprendimento contribuisce allo sviluppo
di pratiche comuni, come la presenza, al suo interno, di un linguaggio
peculiare, legato a quella specifica comunità oppure l’uso del computer,
che consente la formazione di una comunità virtuale.
Dopo un’analisi della situazione dei singoli interessi e del
contesto nel quale deve avvenire l’apprendimento, fondamentale è la
motivazione al compito, per verificare come il contesto, in cui la
comunità lavora, risulta modificato.
I ruoli
al suo interno sono definiti ma intercambiabili. Rimane
fondamentale il ruolo dell’insegnante che sarà un "facilitatore" del
processo di apprendimento con il compito di supervisionare e organizzare
il lavoro mantenendo la classe focalizzata su argomenti e obiettivi
individuati. Inizierà fornendo le istruzioni necessarie per avviare le
attività e il modello iniziale del "come si fa". In seguito attuerà la
tecnica dello "scaffolding" sostenendo e modellando inizialmente le
attività degli studenti che, gradualmente, arriveranno a raggiungere
autonomia, sia nelle attività che nella progettazione e valutazione. La
comunità evolve quanto più i ruoli sono intercambiabili, in questo modo
può garantirsi esistenza e funzionalità, al di là della presenza dei
singoli, rimanendo produttiva, anche in assenza di alcuni membri.
Le modalità di
valutazione in itinere sono centrate sui processi piuttosto che su
test e voti. Strumenti fondamentali, e solitamente molto proficui, sono le
discussioni dedicate alla valutazione, centrate sull'analisi del percorso
didattico svolto ( di quello che è stato fatto insieme e del proprio
apporto individuale) , i portfolio individuali, le valutazioni di gruppo e
le attività di auto-valutazione.
5. Ambienti di apprendimento
intenzionale
La riscoperta di autori come Leont’ev e Vygotskij ha
influenzato il modo di concepire le tecnologie nelle interazioni
collaborative a scuola e negli ambienti di lavoro. I progetti che tendono
alla creazione di “comunità di apprendimento” realizzano le condizioni
favorevoli allo scambio di idee e riflessioni tra studenti impegnati a
fare ricerche attorno a problemi da loro scelti.
Nei contesti di apprendimento, dove
la conoscenza è distribuita e le tecnologie informatiche hanno un ruolo
fondamentale nell’organizzazione del setting di lavoro e nel
promuovere “apprendimento intenzionale”, Brown et al. ( 1993 )
mettono a confronto gli aspetti che contraddistinguono un ambiente di
apprendimento intenzionale, come una CoLs, con gli aspetti
caratteristici di una classe tradizionale.
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CLASSE TRADIZIONALE |
AMBIENTE
DI APPRENDIMENTO INTENZIONALE |
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studenti come insegnanti, |
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STUDENTI |
ricettori passivi di informazioni |
ricercatori, supervisori |
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INSEGNANTE |
trasmettitore |
guida alla scoperta |
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gestore della classe |
modello e sostegno nella ricerca attiva |
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CONTENUTI |
alfabetizzazione di base |
pensare e riflettere |
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come curricolo |
come curricolo |
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CONTENUTO CURRICOLARE |
CONTENUTO CURRICOLARE |
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ampio |
profondo |
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frammentato |
temi ricorrenti |
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ritenzione |
comprensione |
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COMPUTER |
tool
individuale |
tool
per l'apprendimento |
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drill-practice |
intenzionale e riflessivo |
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e per il lavoro collaborativo |
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VALUTAZIONE |
ritenzione dei fatti |
processo di scoperta |
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applicazione dei risultati |
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test tradizionali |
progetti, portfolio |
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Tab. 2 Caratteristiche di una
Classe Tradizionale e di un Ambiente di Apprendimento Intenzionale.
Riassumendo
In un ambiente di apprendimento
intenzionale :
·
studenti, insegnanti
ed esperti diventano co-ricercatori, co-discenti, co-insegnanti;
·
la condivisione della
conoscenza è necessaria e la collaborazione è produttiva sia a livello di
gruppo che individuale;
·
conoscenze comuni ed
expertise distribuito sono elementi essenziali nella condivisione;
·
una comunità di
discorso nasce e si sviluppa dalla negoziazione di significati e dalla
appropriazione di idee;
·
una molteplicità di
zone di sviluppo prossimale permette di legittimare le differenze.
Con il modello di cognizione distribuita si mette in
discussione l’idea dell’apprendimento come trasmissione lineare,
individuale e mentalistica, praticato nelle scuole ( Varisco,Grion, 2000
).
Con tale cambiamento di prospettiva, si vengono a
modificare anche gli strumenti e i metodi per verificare l’acquisizione
delle conoscenze. Assumendo un modello dinamico di conoscenza, che
vede l’apprendimento come la capacità di attivare i saperi in funzione di
scopi, compiti e stimoli sociali, vengono a decadere gli strumenti di
valutazione-misurazione delle prestazioni individuali, creati per un
modello di insegnamento/apprendimento di tipo trasmissivo. (Caravita,
Ligorio 2003 ) Si dovranno proporre, piuttosto, compiti che richiedano
ragionamenti, approfondimenti e generalizzazioni di problemi, che si
basino su procedure di “valutazione guidata” o “dinamica”, come suggerito
da Brown e Campione ( 1996 ),
che vedono l’insegnante interessato ai processi di comprensione e abilità
necessari allo studente per riuscire nel compito. In tal caso l’insegnante
interverrà durante la prova, stimolando gli studenti con esempi di
argomentazione, contro-esempi o provocazioni, per rendersi conto del tipo
di aiuto necessario e delle reazioni ad esso legate per arrivare alla
risoluzione della situazione problematica.
6. L’insegnante mediatore delle dinamiche
socio-cognitive
Le differenze individuali sono alla base dei processi di
co-costruzione di saperi ma, in una discussione, se non commentate e
rilanciate, possono passare inosservate all’attenzione dei ragazzi. Tale
compito essenziale spetta all’insegnante. Ascoltare e appropriarsi del
modo di ragionare degli alunni, è fondamentale per farvi fronte.
Nell’interagire con gli alunni, offre loro modelli di
comportamento su come si elaborano conoscenze e come si può essere
recettivi e critici sulle idee altrui. La strategia del rispecchiamento
è alla base della ripetizione/riformulazione di domande, già
espresse da qualche componente del gruppo, alle quali l’insegnante
riconosce la potenzialità di riaprire il dibattito.
“L’attività di mediazione propria dell’insegnamento rende
esplicita e consapevole l’azione cognitiva del bambino, mettendogli a
disposizione una coscienza e un controllo, di cui si impadronisce poco a
poco”. ( C. Pontecorvo 2003, pag. ).
Il ruolo dell’insegnante, quindi, consiste nel coordinare
le attività e pianificarle, nell’incoraggiare e favorire lo scambio, la
collaborazione, il confronto, creando nella classe “una comunità di
apprendimento” che sappia aprirsi al mondo esterno ( Cesareni, 1999 ).
7. Il modello dell’Indagine Progressiva e la costruzione
di conoscenza
Il modello dell’Indagine Progressiva,
sviluppato da Muukkonen, Hakkarainen e Lakkala, (1999), si basa sulla
metafora della comunità di scienziati che indagano per co-costruire
conoscenza e tenta di spiegarne le modalità nel realizzare il processo di
Indagine Conoscitiva.
Nello specifico il PIM prevede una serie di tappe circolari
e ricorrenti nel processo di indagine: |
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-
l’allestimento del contesto,
riguarda la scelta della creazione dell’ambiente. Gli
incontri tra ricercatori e insegnanti, l’allestimento del sito, la
pianificazione collettiva e fissare gli obiettivi di indagine fanno parte
di tale allestimento;
-
presentare problemi di ricerca,
consiste nel porre interrogativi che orientino il
processo di ricerca. Aiuta gli studenti a controllare e seguire il
processo di costruzione di conoscenza;
-
creare teorie di lavoro,
producendo teorie ingenue, riguardanti i fenomeni da
indagare. Costruire teorie di lavoro consente di interpretare, ipotizzare,
intuire e fare inferenze;
-
valutare criticamente
le teorie di lavoro, per individuare limiti, punti di
forza, lacune, imprecisioni e contraddizioni nelle spiegazioni date dalla
comunità di apprendimento;
-
ricercare e approfondire conoscenze,
attraverso pratiche empiriche o la ricerca di
informazioni scientifiche;
-
sviluppare e approfondire il problema,
ridefinendo interrogativi maggiormente focalizzati sul problema,
individuando informazioni più specifiche sull’argomento, consente un
avanzamento progressivo della conoscenza;
-
creare nuove teorie,
affinando quelle precedenti, mediante conferme che le hanno
rese più articolate e complesse;
-
distribuire l’esperienza,
attraverso l’impiego di risorse cognitive socialmente
distribuite, condividendo con la comunità di indagine, spiegazioni e
teorie.
Questo modello di indagine trova applicazione nelle
Comunità facilitanti di allievi ( FCL) di A. Brown, le quali
vedono l’expertise e la diversità cognitiva come caratteristiche
tipiche delle comunità di pratiche scientifiche che promuovono
l’avanzamento delle conoscenze. In questo contesto lo studente tratta le
nuove informazioni come qualcosa di problematico che deve essere spiegato,
mentre l’intera comunità partecipa collettivamente a costruire la
condivisione di conoscenza.
I processi interattivi, alla base dell’interiorizzazione
delle competenze, vengono riattivati in altri contesti di discorso e
ragionamento. E’ in questo quadro in cui si colloca la prospettiva della
seguente ricerca. |
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CAPITOLO
2
LA RICERCA
1. Origini della ricerca
L’apprendimento collaborativo tra
studenti presuppone che gli insegnanti offrano un modello di produttività
di conoscenza ( Caravita Ligorio, 2003 ).
Così, nel Settembre 2003, sulla scia
dei buoni risultati del progetto ITCOLE,
parte dei componenti del gruppo di ricerca, hanno deciso di continuare ad
esplorare aspetti, cognitivi e didattici, dell’apprendimento
collaborativo a distanza
( Community of Learners ). Obiettivo di questa comunità scientifica
era promuovere l’esperienza distribuita del modello dell’Indagine
Progressiva per costruire un prodotto significativo e condividere
conoscenze. Visti i risultati del Progetto ITCOLE,
per il quale è stato appositamente creato un software denominato “Synergeia”,
(Logorio, Mancini, in stampa ) si è deciso di improntare la discussione
mediante l’utilizzo del computer, della rete e di tale server-software.
Come spesso avviene nel caso di un
gruppo di ricerca, sono stati effettuati “incontri tra insegnanti e
ricercatori destinati alla riflessione teorica, alla definizione in
dettaglio degli scopi del progetto e dei compiti da realizzare, alla
presentazione dei materiali e delle metodologie da utilizzare” ( Caravita
Ligorio, 2003 ).
Ogni membro ha prospettato al gruppo
possibili idee sulle quali lavorare. Tra le varie proposte sono state
scelte le attività da esperire nelle classi che, per l’occasione, sono
state accoppiate in base all’argomento di indagine prescelto dagli
insegnanti.
A questi incontri, avvenuti una
volta al mese per l’intera durata dell’attività, è stata affiancata la
discussione on line del gruppo, di insegnanti e ricercatori, all’interno
del software “Synergeia”. Il software aveva la funzione di “contenitore”
dei lavori prodotti dalle classi e di scambio di idee, al fine di
costituire una comunità virtuale di lavoro, che fungesse da sostegno a
quanto attuato in classe con gli alunni. La realizzazione a priori di una
comunità degli insegnanti è risultata indispensabile, per una reale
collaborazione tra le classi, già in altre esperienze che indagavano
l’apprendimento collaborativo a distanza attuato attraverso la mediazione
di un sito Web. ( Cesareni Mancini, 2001 ).
Per poter attuare l’attività con gli alunni era
fondamentale la presenza nelle scuole di almeno un collegamento ad
internet. Quest’ultimo aspetto è stato determinante nell’ improntare lo
svolgersi successivo dell’attività.
La ricerca, svoltasi nella classe dove insegnavo, mi ha
visto nel ruolo di osservatore partecipante (Cicognani, 2003 ). In questo
lavoro sono stata affiancata da una collega tesista, con il ruolo di
osservatore completo ( Cicognani, 2003 ), che ha utilizzato, oltre che
griglie predisposte per l’osservazione, anche videoregistrazioni di
attività in laboratorio e in gruppo, durante due conversazioni collettive
avvenute alla fine del lavoro.
2. Il software “Synergeia”
La creazione del software
“Synergeia” è stata ispirata dal modello dell’Indagine
Progressiva ( Muukkonen, Hakkarainen e Lakkala, 1999), che trova i
suoi fondamenti negli attuali modelli psicopedagogici del
socio-costruttivismo e della costruzione collaborativa di conoscenza (
Pontecorvo, 1999) e delle comunità di apprendimento ( Ligorio, 2001 ).
Disegnato per supportare
l’apprendimento collaborativo di conoscenza ( Knowledge Building
), “Synergeia” è l’estensione di un sistema, BSCW ( Basic Support for
Cooperative Work ), che consente di:
·
creare spazi di
lavoro, condiviso da comunità di apprendimento
( Community of
Learners )
·
implementare documenti
·
dirigere il gruppo
·
e altro ancora.
Il
software “Synergeia” (
http://bscl.gmd.de/pub2/ ) è
costituito essenzialmente da una componente asincrona del sistema
collaborativo BSCL ( Basic Sistem for Collaborative Learning
), alla quale vengono affiancate, una map tool e una messaggeria
istantanea per la comunicazione sincrona.
Questi strumenti permettono ai
membri della comunità virtuale di comunicare e, quindi, organizzare una
discussione circa un argomento di interesse comune. Al suo interno,
infatti, è possibile creare dei gruppi di discussione, nei quali vengono
inseriti i nomi dei partecipanti, e creare cartelle personali dove
verranno inseriti documenti utili alla crescita dell’interazione
collaborativa.
Dopo aver creato un ambiente di
apprendimento personalizzato, una sorta di “piazza virtuale” nella quale
incontrarsi, vi si può accedere, iscrivendosi con un nome - utente e
inserendo una password.
Ogni argomento discusso nel forum
costituirà un’area di costruzione di conoscenza e sarà creata una
cartellina, “folder”, all’interno della quale sarà possibile inserire,
oltre che il proprio intervento, anche documenti o file.
La discussione, articolata mediante
la scelta dei “Thinking Types”, descrittori di pensiero che
stimolano la riflessione metacognitiva circa la struttura dell’intervento
che si sta attuando ( Muukkonen et al, 1999 ), si potrà configurare ad
albero o per data di intervento, in base alla rilettura che vorremo dare
alle note inserite nel forum. La conoscenza viene creata dai membri della
comunità di apprendimento, collaborando ed assegnando i descrittori del
pensiero ai propri interventi.
I folders diventano così contenitori delle conoscenze
costruite in ogni singola discussione, costituendo la memoria collettiva
del lavoro svolto ( Ligorio Mancini, in fase di stampa ) dal quale ogni
membro del gruppo può rileggere e riflettere, sui propri e altrui
contributi, per proporre un’idea successiva che porti ad una crescita nel
processo di co-costruzione della conoscenza.
3. Il progetto e i partecipanti
Il progetto denominato “Di quadro in quadro” si è
sviluppato nel corso dell’anno scolastico 2003/2004 ed ha visto come
partecipanti “attivi” gli alunni di due scuole Primarie: la V B della
scuola Marchiafava di Maccarese, e le VA e VB della scuola Bartolomei di
Roma. La prima classe è stata seguita da me, mentre le altre due classi
hanno visto come “guide” le insegnanti Marzia Bonzani e Antonella Lepore.
La VB della scuola Marchiafava, composta da 23 alunni, era
un gruppo abbastanza eterogeneo per provenienza socio-culturale e per
abilità cognitive. La presenza di tre bambini diversamente abili si è
dimostrata uno stimolo in più per la socializzazione e per la crescita
collaborativa, anche di quegli elementi che risultavano essere brillanti
per apprendimento e trainanti per motivazione; le altre due quinte,
formate da 32 alunni, hanno svolto il lavoro a classi aperte.
Fondamentale, nello svolgersi dell’attività, si è mostrata
la dotazione tecnico-informatica delle due scuole: nella Marchiafava erano
presenti otto pc in rete, collegati ad internet, mentre la scuola
Bartolomei, di tre postazioni fruibili, solo una poteva collegarsi ad
internet e non era sempre funzionante. Come si potrà constatare dai
risultati, tale diversità di dotazione informatica è stata determinante
nell’attuare le modalità di discussione nella costruzione di conoscenza.
4. Obiettivi e modalità di lavoro.
L’attività alla base dell’interazione per la co-costruzione
di conoscenza, è stata la presentazione di alcuni quadri che catturassero
l’attenzione dei bambini, tanto da suscitarne la motivazione al commento,
discutendone e collaborando. La finalità era costruire conoscenza, a
partire dai loro commenti e dalle loro teorie ingenue, seguendo il Modello
dell’Indagine Progressiva ( Muukkonen, Hakkarainen e Lakkala, 1999 ), al
fine di creare una comunità di apprendimento collaborativo on line.
La VB, avendo a disposizione più postazioni multimediali,
ha svolto la discussione in coppia, davanti al pc,. Inizialmente i gruppi
che frequentavano il laboratorio erano tre: ciò mi ha permesso di seguire,
più da vicino, le coppie impegnate nella discussione, avviarle all’uso
autonomo del software ed ovviare possibili problemi tecnici; in un secondo
momento, la classe è stata suddivisa in due gruppi, con il risultato di
una maggiore interazione all’interno dei forum.
L’altra scuola, invece, ha svolto un lavoro diverso. La
discussione avveniva collettivamente nella propria aula, invece che
davanti al pc, sotto la guida dell’insegnante e la produzione dei commenti
avveniva a classi aperte per gruppi di quattro, cinque alunni. In questo
caso il software è servito solo per implementare il materiale prodotto,
dopo la discussione collegiale.
5. L’attività
L’attività nelle classi ha avuto inizio nel mese di
Novembre con l’invito, da parte della scuola Bartolomei, a visitare una
galleria virtuale. Con questo primo brainstorming, che seguiva uno svolto
nelle singole classi, si voleva testare l’interesse all’attività da
approntare. In quell’occasione i bambini hanno potuto conoscere e
familiarizzare con l’ambiente di apprendimento, e alcune delle sue
potenzialità, da utilizzare nella discussione on line. In seguito ogni
allievo ha prodotto una propria descrizione, che è stata condivisa
mediante un folder appositamente creato. Il conoscersi, anche con una
semplice descrizione, serve a creare la relazione sociale, basilare per
l’instaurarsi di una comunità di apprendimento a distanza, che
costruisce conoscenza collaborando e discutendo “oltre le mura della
classe”.
Relazioni sociali e interessi devono essere incorporati
nell’apprendimento per mantenere il coinvolgimento dei partecipanti nella
comunità e affinché questa sviluppi un senso di identità ( Caravita, 2003
)
A questo primo momento “socializzante” di conoscenza, è
seguita la prima costruzione di un albero di discussione, a partire dal
quadro “Le corse al Bois de Boulogne”, inserito dalla scuola Bartolomei.
|
| |
|

|
| |
|
La creazione degli altri quattro forum, corrispondenti ad
altrettanti quadri, è avvenuta in tempi successivi e con diverse
motivazioni:
il quadro
“Ingresso di Carlo VIII dalla porta di S. Frediano”, scelto su tre
quadri, dalla mia classe, in Febbraio;

|
| |
|
·
il quadro “Il
focolare”, inserito a distanza di pochi giorni, è stato scelto perché
rappresentativo di una scena di vita quotidiana;

|
| |
|
·
il quadro “I
quattro garibaldini”, scelto in quanto rappresentante un periodo
storico studiato nell’anno scolastico,

|
| |
|
·
infine, il
quadro “Interno con figura”.

|
| |
Questi ultimi due quadri, inizialmente, sono stati commentati solo dagli
alunni della Bartolomei, in quanto, per problemi tecnico-pratici di
inserimento, sono stati visibili on line, ad entrambe le scuole, solo da
Marzo.
Ogni quadro, inserito in un folder, è stato elemento di dialogo da parte
delle due scuole. Le classi hanno osservato e disquisito sui quadri fino a
Maggio, ognuna con le proprie modalità. Negli ultimi due “incontri al pc”
è stato chiesto ai bambini della Marchiafava di elaborare un’idea finale
sui quadri e, successivamente, si sono svolti due incontri, ripresi dalla
telecamera, dove abbiamo discusso di cosa pensassero di aver imparato e
delle loro idee sul lavoro svolto. Per l’occasione è stato elaborato anche
un questionario[16], al quale hanno risposto individualmente.
Ogni forum ha costituito un albero di discussione[17] che si è evoluto in
termini temporali e concettuali diversi. Le modalità di interazione e il
loro contenuto sono state oggetto di analisi, a lavoro terminato, della
seguente tesi.
|
| |
|
CAPITOLO
3
ANALISI DEI DATI
1. Metodologia di analisi
Obiettivo della mia tesi è, quindi, verificare che ci sia
stata collaborazione on line, mediata dall’ambiente di apprendimento
utilizzato per la costruzione di conoscenza. Per verificare ciò è stato
analizzato il contenuto dei forum, tenendo conto dello svilupparsi
temporale dell’albero delle discussioni. Le note sono state segmentate (
Cicognani, 2002 ) al fine di individuare la complessità del messaggio (
Hakkarainen e Sintonen, 2002 ), e ad ogni segmento è stata attribuita una
categoria, secondo il modello utilizzato per analizzare i forum
universitari nella ricerca attuata presso l’Università “La Sapienza”,
facoltà di Psicologia ( Cesareni, Martini, in stampa ).
E’ proprio codificando il materiale
mediante l’utilizzo di tale categorizzazione, che ho potuto definire il
seguente schema finale:
·
esaustivo, per tutti i
segmenti di nota;
·
con categorie
mutuamente escludenti che si basano su un unico criterio di attribuzione (
Cicognani, 2002 ).
2. Un duplice sistema di categorie:
Categorie di Contenuto e Categorie
di Legame
Ad ogni nota è stata assegnata una
Categoria di Legame, che evidenzia il collegamento del pensiero a
note e concetti precedentemente registrati, al fine di analizzare lo
svilupparsi dell’interazione discorsiva e, ad ogni segmento di nota, è
stata assegnata una Categoria di Contenuto, volta ad analizzare le
modalità di elaborazione di conoscenza. Nell’assegnare le categorie di
legame alle note, è stato utilizzato il seguente sistema,
precedentemente elaborato da Cesareni e Martini, ispirato alla teoria
della co-costruzione di Pontecorvo e collaboratori,.
|
| |
|
Categorie di legame |
|
Accordo
concettuale |
Þ
(rielaborazione concettuale) |
|
Accordo
terminologico |
Þ
(ripetizione concettuale) |
|
Disaccordo motivato |
Þ
(rielaborazione concettuale) |
|
Disaccordo non
motivato |
Þ
(ripetizione con negazione) |
|
Neutrale |
|
Chiedere
spiegazioni |
|
Dare spiegazioni |
Modello di analisi delle categorie
di legame
Tabella riassuntiva delle
categorie di legame tra le note
|
| |
|
Analizzando i dati, mediante le categorie di contenuto già testate
nel modello utilizzato per analizzare i forum universitari,
ho notato alcune discrepanze circa il precedente sistema di codifica che
ho integrato, inserendo altre categorie all’interno delle macrocategorie
preesistenti. |
Modello di analisi delle categorie
di contenuto
Macrocategorie di contenuto
|
Categorie di contenuto
|
Sociale
|
Þ
Relazioni sociali |
|
Sviluppo del processo
|
Þ
Problemi organizzativi |
|
Þ
Valutazione /
metacommento sul processo |
|
Cognitivo
|
Þ
Problema |
|
Þ
Commento |
|
Þ
Idea |
|
Þ
Teoria |
|
Þ
Informazione scientifica |
|
Þ
Ripetizione |
|
Þ
Rielaborazione |
|
Þ
Metacommento sul contenuto |
|
Þ
Riassunto |
|
Altro
|
Þ
Irrilevante |
|
Þ
Difficile da categorizzare |
|
Þ
Problemi tecnici |
Tabella riassuntiva delle macrocategorie e categorie
di contenuto dei segmenti
a) Le Categorie di Legame
Di seguito si
forniscono esempi di categorizzazione eseguite utilizzando le categorie di
legame tra note.
Le note possono
essere legate alle altre in accordo, rispetto a termini o concetti:
Þ
accordo
terminologico, consiste nella ripetizione delle definizioni
concettuali utilizzate dall’altro;
Esempio dalla discussione “Il focolare”:
√
La stanza è buia e
c’è una candela, quindi è evidente che stiano cenando. (nota 23)
√
Crediamo che le persone del quadro stiano
cenando e non pranzando. Perché allora tengono accesa una candela? Sono
pazzi? ( nota 25 in accordo
terminologico con la 23 )
|
| |
|
Þ
accordo
concettuale, implica la rielaborazione personale di un concetto già
espresso da altri.
Esempio
dalla discussione “Il focolare”:
√
Deduciamo, dallo stato della cornice, che si
tratta di un quadro antico. ( nota
8 )
√
… credo anche io che dalla cornice si può
dedurre l’antichità di un quadro e del suo valore.
( nota 10 )
Altra
categoria di legame è il disaccordo, che può essere motivato
o non motivato:
Þ
si ha disaccordo motivato quando viene
espresso il dissenso spiegandone le ragioni:
Esempio
dalla discussione “Carlo VIII…”:
√
Come ha fatto a lottare contro la Francia se
lui era francese? Combatteva da solo? ( nota 19 )
Þ
si ha disaccordo non motivato quando il
soggetto si limita a negare affermazioni altrui:
Esempio
dalla discussione “Carlo VIII…”:
√
Noi non siamo completamente d’accordo che
Napoleone fu sconfitto dalla Prussia.
( nota 15 )
Altre due
categorie di legame, molto utilizzate nella co-costruzione della
conoscenza collaborativa, risultano essere il chiedere spiegazioni
e dare spiegazioni;
Þ
Chiedere spiegazioni
riguarda espressioni che contengono una
richiesta di spiegazioni circa l’argomento dibattuto;
Esempio
dalla discussione “Carlo VIII…”:
√
Vorremmo sapere cosa ti fa pensare ciò che hai
scritto . Ciao Mery e Puppi (nota 22
)
Þ
Dare spiegazioni
riguarda le proprie affermazioni sull’oggetto
del discutere;
Esempio
dalla discussione “I quattro garibaldini”:
√
La storia dice che i garibaldini che partono
(sbarcano) dalla Liguria per andare in Sicilia da una guerra sanguinosa
per sconfiggere i Borboni che se n’erano impossessati
(nota 19 )
Infine la
categoria Neutrale vede al suo interno tutte le espressioni che non
contengono una presa di posizione né a favore, né contro le precedenti
affermazioni. Fanno parte di questa categoria segmenti di nota che, pur
risultando collegate ad una nota precedente, non sono connesse ai loro
contenuti. E’ la categoria di legame che rappresenta un non-legame
effettivo con le altre note.
b) Le
Categorie di Contenuto
I
segmenti di note sono stati categorizzati con il seguente sistema, del
quale si forniscono definizioni ed esempi.
I
contenuti sono stati organizzati in quattro macrocategorie ( Sociale,
Sviluppo del Processo, Cognitivo e Altro ) suddivise, a loro volta, in
sottocategorie:
Þ
Sociale:
riguarda espressioni di presentazione, volte ad instaurare una relazione
tra i membri, che contribuiscono a creare il senso della comunità.
Esempio
dalla discussione “Carlo VIII…”:
√
Un ultimo caro saluto a tutti. Puppi e Mery.
( nota 30 )
Þ
Sviluppo del processo,
suddiviso nelle sottocategorie Problemi
organizzativi e Valutazione/metacommento sul processo:
riguarda interventi di riflessione sul modo in cui si sta svolgendo il
compito.
Ø
Problemi organizzativi,
costituito da espressioni riguardanti la
richiesta di come procedere nel caso di problemi.
Esempio
dalla discussione “I quattro garibaldini”:
√
Vorremmo tanto poter commentare il quadro e
soprattutto poter interagire con voi, ma… il quadro? Se lo inseriste nel
sito ne saremmo contenti e ne sarebbe avvantaggiato il lavoro! Grazie e
presto dalla V B ( nota 3)
Ø
Valutazione/metacommento sul processo,
riguarda la riflessione sull’attività in sé; indica un’elaborazione
mentale con relativa valutazione.
Esempio dalla discussione “Carlo VIII…”:
√
Questo quadro è quello che abbiamo commentato
di più e quello più rappresentativo. Con questo quadro abbiamo risposto a
più “note” scritte da altri bambini anche all’interno della scuola.
Abbiamo commentato di più anche perché non sapevamo se il personaggio a
cavallo fosse Napoleone Bonaparte o Carlo VIII.
(nota 17)
Þ
La macrocategoria più rappresentativa, in
quanto più numerosa di sottocategorie riguarda il contenuto Cognitivo.
Gli
studenti possono:
Ø
proporre un Problema, mediante domande
che esprimono un bisogno di
conoscenza, richiamando elaborazioni o chiedendo fatti
Esempio dalla discussione “I quattro garibaldini”:
√
Cosa fanno questi individui? Perché sono
vestiti tutti con le camicie rosse e non blu, marroni come i soldati di
oggi? Perché non sono in guerra? Che cosa stanno facendo i 2+2 Garibaldini
a sinistra e a destra? E SOPRATTUTTO, perché hanno tutti e quattro la
barba? Sono barboni??? ( nota 1)
Ø
Esprimere un Commento
personale su quanto già detto da un altro o su un problema di studio
presentato. Rientrano nel Commento anche tutte le note che propongono
esempi pratici (esperienze personali o altrui) a testimonianza di quanto è
stato detto.
Esempio dalla discussione “Carlo VIII…”:
√
A noi questo quadro
piace abbastanza perché c’è tanta gente riunita in quella che sembra una
piazza. (nota 27)
Ø
Manifestare una
propria Idea, esprimendo il proprio pensiero personale senza ben
definirlo.
Esempio dalla discussione “Carlo VIII…”:
√
Penso che
Napoleone combatte con Inghilterra, ma fu sconfitto
dagli inglesi e dalla Russia…
(nota 11)
Ø
Elaborare una
Teoria, esponendo una spiegazione
personale ben strutturata ed
articolata sull’argomento trattato.
Esempio
dalla discussione “I quattro garibaldini”:
√
I 2 Garibaldini a sinistra sembra che stiano
fumando una sigaretta a due filtri che forse all’epoca esisteva, e che
forse oggi se ne è persa la traccia. Gli altri due stanno ripensando agli
errori commessi durante la guerra che non finisce più , ma loro stanno
riposando nella propria base segreta. ciao dai due non garibaldini.
(nota 10)
Ø
Dare un’Informazione
scientifica, utilizzando notizie di carattere scientifico, a supporto
delle proprie affermazioni sull’argomento oggetto di discussione.
Esempio
dalla discussione “I quattro garibaldini”:
√
I quattro garibaldini arrivano in Sicilia dove
combattono l’esercito e lo vincono con l’aiuto della popolazione ma il re
riesce a scappare allora VITTORIO Emanuele II raggiunge Garibaldi e le sue
truppe e Garibaldi dona le terre che aveva conquistato e Vittorio Emanuele
II diventa I re dell’Italia. DA ROKI E UOMOGATTO.
(nota 18)
Ø
Ripetere
concetti già espressi durante la discussione senza però elaborarne la sintesi:
vengono riportate esattamente definizioni o frasi dette, personalmente e/o
da altri, in precedenza.
Esempio
dalla discussione “I quattro garibaldini”:
√
Tanto tempo fa si
masticava il tabacco, per esempio noi oggi mastichiamo le gomme!
(nota23)
√
Scusatemi se non lo sapete al quel tempo si
masticava il tabacco invece delle gomme. DA MISTER.X E ROKI!
(nota 27 )
Ø
Oppure Rielaborare
ampliando concetti esposti durante la
discussione. Attraverso questo tipo di nota viene messo a fuoco il proprio
e/o l’altrui pensiero, strutturando meglio quanto è stato detto
Esempio
dalla discussione “I quattro garibaldini”:
√
… secondo noi il quadro rappresenta i 4
garibaldini che non si affrontano 2 a 2, ma siccome hanno le divise
uguali, sono dello stesso paese e l’avete detto anche voi che sono parte
della stessa spedizione. A riscriverci da spider e santino!
(nota 24)
Ø
Fino a sintetizzare e
rilanciare aspetti salienti emersi durante la discussione, utilizzando il
Riassunto.
Esempio
dalla discussione “Carlo VIII…”:
√
Commentiamo insieme
il quadro di Brando: 1) il signore a cavallo non è Napoleone ma Carlo VIII;
2) Napoleone prima di tutto era francese, quindi non poteva essere tornato
da una lunga battaglia contro la Francia ( la sua patria ); 3) il ritorno
di Carlo VIII non è al castello antico ma all’ingresso di una cittadina.
( nota 17)
Ø
La presenza di una
valutazione personale anche sul contenuto, oltre che sul processo, della
discussione ha portato alla creazione di un’ulteriore sottocategoria,
denominata Metacommento sul contenuto, della quale fanno parte
tutte le espressioni di natura metacognitiva, sull’argomento della
discussione.
Esempio
dalla discussione “I quattro garibaldini”:
√
Se hanno la stessa tuta, e hanno le armi per
terra come fate a capire che sono nemici? Ciao da Bulldozer e Mister-x
(nota 13)
Þ
Le note potevano anche
appartenere ad altre categorie, distinguibili in base al contenuto:
Ø
Irrilevante,
costituito da note incomplete che gli studenti hanno inviato prima di
terminare, per problemi di gestione del software.
Esempio
dalla discussione “Carlo VIII…”:
√
Secondo noi
il signore che era salito sul cavallo il Re
(nota 12)
Ø
Difficile da
categorizzare, che non rientrava all’interno di nessuna delle
categorie.
Esempio del
forum “Corsa dei cavalli”
√
Pensiamo che le
vostre idee siano giuste. Bisciù e Hamtaro ( nota15)
L’attribuzione delle categorie alle
note è stata realizzata da due ricercatori indipendenti, che hanno poi
confrontato e discusso le categorie assegnate.
A questo punto sono passata ad
analizzare i dati raccolti e ad interpretarli per verificare le ipotesi di
ricerca.
|
| |
|
CAPITOLO 4
I RISULTATI
Da una visione globale e analitica
del lavoro presente sul sito, possiamo trarre alcune conclusioni.
Sinteticamente:
·
Nei 5 forum sono state
prodotte 147 note, ulteriormente scomposte, nell’ attribuirle a categorie
di contenuto, in 228 segmenti;
·
La scuola Marchiafava
ha prodotto l’ 86,6% delle note totali, rispetto all’11,6% della Ugo
Bartolomei;
|
|
Forum |
|
|
Scuola |
Dati |
Carlo VIII |
4 garibaldini |
Interno con figura |
Il focolare |
Corsa di cavalli |
Totale |
|
Marchiafava |
Note |
22,45% |
23,13% |
10,20% |
17,69% |
14,29% |
87,76% |
|
|
Segmenti |
22,37% |
21,49% |
7,46% |
18,42% |
10,96% |
80,70% |
|
Bartolomei |
Note |
2,72% |
2,04% |
2,72% |
1,36% |
2,72% |
11,56% |
|
|
Segmenti |
5,26% |
2,63% |
3,07% |
3,07% |
3,95% |
17,98% |
|
Università |
Note |
0,00% |
0,00% |
0,68% |
0,00% |
0,00% |
0,68% |
|
|
Segmenti |
0,00% |
0,00% |
1,32% |
0,00% |
0,00% |
1,32% |
|
Totale note |
25,17% |
25,17% |
13,61% |
19,05% |
17,01% |
100,00% |
|
Totale segmenti |
27,63% |
24,12% |
11,84% |
21,49% |
14,91% |
100,00% |
·
I quadri che hanno
suscitato più interesse, considerato il numero di note prodotte, sono
stati, entrambi con il 25,17%, “Carlo VIII” e “ I quattro garibaldini”,
anche se il primo forum è risultato più ricco di contenuti, con il 27, 63%
dei segmenti di nota. La presenza di maggiori segmenti rileva, infatti, un
discorso maggiormente articolato all’interno della nota. La scuola
Marchiafava ha focalizzato l’attenzione più su quest’ultimo quadro, mentre
i ragazzi della Bartolomei hanno distribuito equamente l’attenzione verso
tutti i quadri; tre in particolare hanno registrato la stessa percentuale
( 2,72% ) di interazioni;
·
Il quadro meno
gradito, considerato il tempo di inserimento nel sito e le successive
dichiarazioni dei bambini, risulta essere “la corsa dei cavalli”, con il
17% di interventi, mentre il meno commentato è, presumibilmente in quanto
ultimo osservato in ordine di tempo, “Interno con figura”, con il 13,6 %
delle note;
·
Le note della
Marchiafava risultano essere meno segmentate, sintomo che, nella
discussione on line, l’attenzione veniva posta in modo sintetico e
analitico ( vedi tabella seguente ) mentre, per la Bartolomei i segmenti
risultano essere quasi il doppio delle note intere; nel caso del quadro
“Carlo VIII”, i segmenti sono il 5,26% rispetto al 2,72% delle note
prodotte. Ciò fa presumere che la modalità di lavoro ( all’impronta e
appena abbozzate per la Marchiafava e risultato di una precedente
discussione per la Bartolomei ) abbia potuto incidere sull’elaborazione
del risultato finale della costruzione collaborativa di conoscenza.
1. Analisi
delle categorie di contenuto
Dalla
distribuzione dei contenuti delle note, prodotte nei cinque forum, e
ulteriormente segmentate, considerando le categorie elaborate, possiamo
trarre molti spunti di riflessione sulle modalità di interazione e
cognizione sviluppate dall’attività.
|
|
Scuole |
|
|
Marchiafava |
Bartolomei |
|
|
SOCIALE |
|
3,26% |
4,88% |
3,56% |
|
SVILUPPO DEL PROCESSO |
Problemi organizzativi |
1,09% |
2,44% |
1,33% |
|
Metacommento sul processo |
6,52% |
|
5,33% |
|
C
O
G
N
I
T
I
V
O |
Problema |
6,52% |
26,83% |
10,22% |
|
Commento |
37,50% |
17,07% |
33,78% |
|
Idea |
6,52% |
2,44% |
5,78% |
|
Teoria |
15,76% |
24,39% |
17,33% |
|
Informazione scientifica |
4,35% |
7,32% |
4,89% |
|
Ripetizione |
7,07% |
2,44% |
6,22% |
|
Rielaborazione |
4,35% |
|
3,56% |
|
Metacommento sul contenuto |
5,43% |
9,76% |
6,22% |
|
Riassunto |
1,09% |
|
0,89% |
|
ALTRO |
Irrilevante |
0,54% |
|
0,44% |
|
Difficile da categorizzare |
|
2,44% |
0,44% |
|
|
100,00% |
100,00% |
100,00% |
Analizzando il contenuto dei diversi
segmenti prodotti dall’interazione possiamo trarre alcune conclusioni:
·
se consideriamo il
totale dei contenuti dei forum, emerge la prevalenza della categoria del
commento, con il 33,8% degli interventi, seguito dalla produzione
di teorie , nel 17,33%, mentre il porsi problemi risulta al
terzo posto con il 10,22% dei segmenti;
·
le categorie meno
rappresentate, ( irrilevante e difficile da categorizzare )
possono essere il sintomo dell’intervento, più o meno diretto,
dell’insegnante, oppure della piena comprensione del compito e
dell’utilizzo dell’ambiente collaborativo;
|
| |
|

Grafico 1: Distribuzione delle categorie di contenuto prodotte
dall’interazione dalle due scuole. |
| |
|
Focalizzando l’attenzione sulla
produzione delle singole scuole, si può scoprire che la differente
modalità di lavoro ha inciso presumibilmente sul loro prodotto.
In particolare:
·
per la scuola
Marchiafava si evidenziano una prevalenza di commenti, con il 37,5%
di segmenti, seguita dalla produzione di teorie, presenti per il
15,76% delle interazioni,
·
la Bartolomei ha
proceduto ponendosi problemi ( 26,83% ) ed elaborando teorie
( 24,39% ); la categoria commento è al terzo posto come modalità
interattiva.
Dal confronto dei dati si può notare
come le categorie del metacognitivo (metacommento sul processo e
metacommento sul contenuto ) siano presenti, nelle due scuole, in
percentuali differenti:
·
la scuola Marchiafava
utilizza entrambe le categorie ( 6,52% il primo e 5,43% il secondo ) e,
con il 6,52% degli interventi, la stessa percentuale dei problemi e
delle idee, il metacommento sul processo, risulta la quarta
modalità interattiva;
·
negli interventi della
Bartolomei non risulta nessuna riflessione metacognitiva circa il
processo, facendo presupporre una mancata elaborazione e valutazione
dell’attività in corso, mentre le espressioni di metacommento sul
contenuto della discussione ( 9,76% ) rappresentano la quarta modalità
interattiva; l’informazione scientifica è nel 7,32% dei segmenti di
nota, e non risultano presenti né rielaborazioni, né riassunti.
·
la presenza di molte
ripetizioni, ( 7,07% ) nelle produzioni della Marchiafava, invece,
insieme alle rielaborazioni ( 4,35% ) e alle idee (
6,52% ), sono il risultato del “sostegno” dell’ambiente di apprendimento e
delle produzioni al suo interno, prevalente rispetto alla “guida”
dell’insegnante.
2. Analisi delle categorie di legame
Tra le note prodotte nei vari forum, il 42,67% risultano
legate e, se osserviamo le categorie di legame, possiamo trarre qualche
altra conclusione interessante:
|
|
Scuole |
|
|
Categorie di legame |
Marchiafava |
Bartolomei |
totale |
|
Accordo concettuale |
7,32% |
7,69% |
7,37% |
|
Accordo terminologico |
1,22% |
7,69% |
2,11% |
|
Disaccordo motivato |
40,24% |
15,38% |
36,84% |
|
Disaccordo non motivato |
6,10% |
|
5,26% |
|
Neutrale |
9,76% |
23,08% |
11,58% |
|
|
23,17% |
30,77% |
24,21% |
|
Dare spiegazioni |
12,20% |
15,38% |
12,63% |
|
Totale |
100,00% |
100,00% |
100,00% |
La discussione è andata
sviluppandosi mediante il disaccordo motivato ( 36,84% ),
soprattutto della Marchiafava ( 40,24% ), rispetto alla Bartolomei
( 15,38%).
Se consideriamo il risultato delle
interazioni nei forum, non distinguendo le scuole, notiamo che la modalità
che ha prevalso è stata il disaccordo motivato ( 36,84% ),
seguita dal chiedere spiegazioni ( 24,21% ), e dare spiegazioni
(12,63%).
Un altro dato rilevante è la forte
presenza di commenti neutrali, 11,58% dei totali e il 23,8% degli
interventi della Bartolomei; è ragionevole pensare che siano il prodotto
di una propria idea, risultato del mancato confronto diretto con le altre
note.
Anche questo dato potrebbe essere
attribuibile alla diversa modalità di interazione. Il legame di nota
presuppone poter disporre di un lettura immediata delle precedenti
produzioni, alle quali poter rispondere direttamente, mostrando il
disaccordo, oppure chiedendo o dando spiegazioni, su ciò che si va
affermando. E’ andato in tale direzione il lavoro della scuola Marchiafava
e delle produzioni totali.

Grafico2: Distribuzione delle categorie
di legame nelle due scuole.

Grafico3:
Distribuzione totale delle categorie di legame nei forum.
Dopo aver
analizzato il tipo di collegamento tra le note, verifichiamo ora se la
forte interattività (caratterizzata dal legame di ben 96 segmenti di nota
su 228 segmenti totali ) è caratterizzata da interventi tra studenti di
classi diverse o della stessa classe.
Se osserviamo
con chi sono collegate le note possiamo fare anche altre congetture:
|
|
Con chi si collega |
|
|
|
Con se stesso |
Con propria classe |
Con altra classe |
Totale |
|
Accordo concettuale |
|
6,90% |
27,27% |
9,72% |
|
Accordo terminologico |
|
1,72% |
9,09% |
2,78% |
|
Disaccordo motivato |
33,33% |
48,28% |
27,27% |
44,44% |
|
Disaccordo non motivato |
|
5,17% |
|
4,17% |
|
Neutrale |
|
5,17% |
18,18% |
6,94% |
|
Chiedere spiegazioni |
33,33% |
18,97% |
9,09% |
18,06% |
|
Dare spiegazioni |
33,33% |
13,79% |
9,09% |
13,89% |
|
Totale |
100,00% |
100,00% |
100,00% |
100,00% |
Il 44,44% delle note collegate
evidenziano il disaccordo motivato. La percentuale maggiore (
48,28% ) è legata con note prodotte da studenti della propria classe, e
solo nel 27,27% con note prodotte da studenti dell’altra classe.
Elemento rilevante è la presenza del
33,33% di disaccordo motivato, del dare e chiedere
spiegazioni, rivolto a note di propria produzione; ciò fa pensare al
voler giustificare le proprie affermazioni, negoziandole, anche alla luce
di ciò che è stato detto dai compagni. Il 27,27% dei collegamenti con
l’altra classe, sono sia in disaccordo motivato che in accordo
concettuale: l’accordo porta alla creazione di un legame relazionale e
alla nascita del senso di identità della comunità di apprendimento, mentre
il disaccordo motivato mostra la presenza di un automonitoraggio e
sviluppa la motivazione all’apprendimento collaborativo.
La mancanza di note in disaccordo
non motivato rispetto all’altra classe evidenzia un’attenzione
maggiore rivolta agli interlocutori telematici, con i quali bisogna
essere chiari nello spiegare il proprio punto di vista, in quanto gli
interventi in “Synergeia” erano l’unico momento e modo per interagire. A
conferma di ciò viene incontro l’atteggiamento tenuto dai bambini nel
laboratorio. Alla lettura di un intervento in disaccordo rispetto la loro
idea, prodotto da un compagno di classe, la modalità di confronto
“Synergeia” era messa in secondo piano, in quanto venivano chieste
direttamente spiegazioni. In questo è stato fondamentale l’intervento
dell’insegnante nell’invitare gli alunni a “scrivere ai compagni”, per
rendere partecipi tutti i membri del gruppo virtuale delle loro
perplessità. Ovviamente la discussione, nonostante l’intervento mediatico,
è continuata anche al di là del forum, aprendo momenti di confronto e
dialogo che sono continuati anche in classe.

Grafico 4:
Distribuzione delle categorie di legame rispetto ai collegamenti tra le
note.
Analizzando complessivamente i dati, si può notare che la
categoria di contenuto che presenta più legami ( 67 segmenti di nota
legati su 95 totali ) è il commento, con il 70,83% dei legami
totali. La categoria dei problemi, la segue con solo il 7,29% dei
segmenti legati.
|
Categorie di Contenuto |
Segmenti di nota collegati |
Totale % |
|
Metacommento sul processo |
5 |
5,26% |
|
Problema |
7 |
7,37% |
|
Commento |
67 |
70,53% |
|
Idea |
1 |
1,05% |
|
Teoria |
4 |
4,21% |
|
Informazione scientifica
|
1 |
1,05% |
|
Ripetizione |
3 |
3,16% |
|
Rielaborazione |
2 |
2,11% |
|
Metacommento sul contenuto |
4 |
4,21% |
|
Riassunto |
1 |
1,05% |
|
Totale |
95 |
100,00% |
La prevalenza di legami tra commenti indica la forte
presenza di teorie ingenue, tratte dalle esperienze personali dei
bambini. Commentare vuol dire rappresentare se stesso e la propria idea
all’interno della comunità che si è costituita, contribuendo alla
costruzione di conoscenza.

Grafico 5 : Categorie
di contenuto rispetto ai segmenti di nota collegati
Tra le categorie di contenuto, quindi, il commento
è la più numerosa, sia in termini di note che di legami. Questo dato
rappresenta la collaborazione nel costruire conoscenza all’interno della
comunità di apprendimento. Analizzarne i legami rispetto alla altra classe
ci può aiutare a verificare la costituzione della comunità on line al di
là delle mura della propria classe.
|
Conteggio di Categorie di Legame
|
Categoria di Contenuto
|
|
|
|
COMMENTO |
Totale % |
|
CON SE
STESSO |
disaccordo motivato |
1 |
1,92% |
|
Totale CON SE STESSO |
1 |
1,92% |
|
CON LA
PROPRIA CLASSE
|
accordo concettuale |
3 |
5,77% |
|
disaccordo motivato |
21 |
40,38% |
|
disaccordo non motivato |
3 |
5,77% |
|
neutrale |
3 |
5,77% |
|
chiedere spiegazioni |
10 |
19,23% |
|
dare spiegazioni |
3 |
5,77% |
|
Totale CON LA PROPRIA CLASSE |
43 |
82,69% |
|
ALTRA
CLASSE
|
accordo concettuale |
3 |
5,77% |
|
accordo terminologico |
1 |
1,92% |
|
disaccordo motivato |
3 |
5,77% |
|
|
1 |
1,92% |
|
Totale ALTRA CLASSE |
8 |
15,38% |
|
Totale complessivo |
52 |
100,00% |
Sui 68 commenti prodotti del forum, ben 52 sono collegati.
Se consideriamo i legami tra note, tralasciando quello tra le classi,
rispetto il totale dei collegamenti nelle interazioni si registrano 25
commenti in disaccordo motivato, 10 che chiedono spiegazioni
e 7 che sono in accordo concettuale.
I legami maggiori sono avvenuti all’interno della propria
classe, che risulta essere la modalità favorita di confronto, con l’82,69%
dei commenti totali, contro il 15,38% dei segmenti legati a note
dell’altra classe. La causa può essere attribuita al minore apporto alle
discussioni di una classe rispetto l’altra. Infatti la Marchiafava ha
contribuito per l’ 86,32%, mentre la Bartolomei ha interagito legando solo
il 13,68% delle note.
Sintetizzando possiamo dire che il legame tra i commenti
presenti nei forum esprimono:
1.
disaccordo motivato,
maggiormente rispetto la propria classe, con il 40,38% dei
segmenti, e per il 48,08% dei commenti legati presenti nei forum;
2.
chiedono spiegazioni
solo alla propria classe, nel 19,23% dei casi;
3.
il commento neutrale è maggiore
rispetto la propria classe ( 5,77% delle note ) e minimo rispetto
all’altra classe ( l’1,92% dei commenti ).
Il disaccordo motivato, è la categoria di legame più
rappresentata all’interno delle categoria di contenuto del commento.
|
Categorie di Contenuto |
DISACCORDO MOTIVATO |
|
N° note |
% note |
|
Metacommento sul processo |
|
|
|
Problema |
|
|
|
Commento |
28 |
80,00% |
|
Idea |
1 |
2,86% |
|
Teoria |
|
|
|
Informazione scientifica |
1 |
2,86% |
|
Ripetizione |
2 |
5,71% |
|
Rielaborazione |
1 |
2,86% |
|
Metacommento sul contenuto
|
1 |
2,86% |
|
Riassunto |
1 |
2,86% |
|
Totale |
35 |
100,00% |
Viene espresso disaccordo motivato sostanzialmente
verso commenti ed è interessante notare che non avviene mai nei
confronti di una teoria, né rispetto a problemi. E’ difficile
esprimere un disaccordo rispetto una teoria, essendo un corpus ben
strutturato ed elaborato del proprio pensiero. Nei confronti di
problemi, invece, si risponde in termini di accordo o con
richieste di spiegazioni, mostrando interesse nel voler indagare la
questione posta da qualcuno.
3. La valutazione degli studenti
Estremamente interessante risulta la valutazione degli
studenti che hanno preso parte al progetto. E’ stato chiesto loro di
rispondere ad un questionario composto di tre domande aperte, riguardante
l’attività e le modalità del lavoro svolto. E’ stato chiesto loro cosa
pensavano di aver imparato da questa esperienza, la differenza che
riscontravano tra il lavoro quotidiano (con il metodo di lezione
tradizionale ) rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie e, infine, il
loro gradimento.
Le domande erano aperte, al fine di non influenzare la
direzione delle risposte. Ciò ha anche facilitato gli alunni
nell’espressione delle proprie idee, ma ne ha resa più complessa la
tabulazione successiva. Lo scopo delle domande era verificare se la classe
avesse colto la natura collaborativa del compito e dell’ambiente di
apprendimento utilizzato per la discussione. Quanto scritto è stato
confermato dalle successive discussioni di classe avvenute al termine
delle attività.
Alla domanda “ Cosa ho imparato con il lavoro su Synergeia
? ” , la maggioranza degli alunni ha risposto riferendosi alla navigazione
in internet, intendendo l’utilizzo dell’ambiente di apprendimento per
realizzare l’osservazione e il commento dei quadri. Anche la natura
collaborativa è stata colta dalla maggioranza della classe, esprimendosi
rispetto al collaborare, criticare e commentare osservando attentamente.
Il lavoro quotidiano risulta noioso, non collaborativo e
non si condividono le idee. Si studia e si impara ascoltando con
attenzione la maestra che fa lezione. Lavorare con il pc e internet è
divertente ed emozionante, si lavora in gruppo collaborando. E’ più
interessante, facile, veloce e meno faticoso. Si comunica con bambini di
altre scuole e si sviluppano le idee facendo attenzione ai commenti.
L’attività è risultata gradita ai bambini. Hanno trovato
interessante navigare in internet e guardare i quadri. Anche in questa
risposta appare la percezione di aver costruito insieme conoscenza nelle
risposte del commentare, collaborare e comunicare con gli altri ricevendo
risposte alle domande. L’insoddisfazione è dipesa dai problemi tecnici (
mancanza di collegamento in internet ) e dalla gestione dell’attività a
gruppi alterni.
CONCLUSIONI
La ricerca è stata volta ad
analizzare le modalità di interazione di una comunità di apprendimento che
collabora on line per costruire conoscenza. A tale scopo si è utilizzato
l’ ambiente “Synergeia”, come una sorta di aula virtuale nella quale
incontrarsi, con compagni fisicamente lontani, per discutere, condividere
e negoziare idee e conoscenze.
All’instaurarsi di questa comunità,
che si è configurata come comunità di pratiche, hanno contribuito
l’organizzazione didattica e la motivazione sociale al confronto con una
realtà al di fuori della classe.
L’ambiente “Synergeia”, ha
contribuito solo in parte alla costruzione di un’intersoggettività con i
partner a distanza. Dai dati emerge che interlocutore favorito
nell’interazione è la propria classe; ciò può essere attribuibile alla
maggiore presenza di interventi di una classe rispetto l’altra, che ha
portato ad un confronto minore delle idee, dovuta alla diversa
organizzazione del setting di lavoro: collaborativo e sostenuto
dall’ambiente di apprendimento intenzionale nella Marchiafava e
maggiormente direttivo e comunitario nella Bartolomei. Nell’impostare il
lavoro ha inciso anche la dotazione informatica presente nelle due scuole.
La presenza di più computer collegati in internet ed un accesso maggiore
al laboratorio hanno favorito l’interazione nel forum, mentre problemi
tecnici, come la mancanza di connessione o di postazioni telematiche
collegate on line, vi hanno interferito.
Elemento che ha contribuito alla
costruzione di apprendimento collaborativo all’interno dei forum è stato
impostare la discussione davanti al pc. Infatti leggere le note,
discuterne con il compagno e rispondere direttamente, abbozzando un’idea
porta a sviluppare diverse modalità interattive e a distribuire la
cognizione all’interno della Co.Ls che si è venuta a creare.
Dall’analisi dei dati, la presenza
di ripetizioni, rielaborazioni, idee e riassunti, sono
interpretabili come il risultato dell’interazione mediata dal pc, e hanno
rappresentato lo stimolo per procedere nella discussione. Interventi
fortemente strutturati, come le teorie, non sono stati stimolanti
per la costruzione di conoscenza, perché difficilmente un bambino riesce a
scindere informazioni già rielaborate. La discussione è stata
caratterizzata da commenti in disaccordo motivato. Quest’ultimo
si configura come mezzo di crescita del confronto, soprattutto rispetto la
comunità virtuale dove, l’interazione nel forum è l’unico momento di
discussione e negoziazione delle idee.
La forte presenza di riflessione
metacognitiva (sui contenuti e sui processi attuati nella discussione)
all’interno del forum, soprattutto da parte della Marchiafava, è stata
confermata dalle discussioni e dai questionari che rilevavano la
percezione della classe sul lavoro svolto nel sito.
Quest’esperienza mi ha vista in un
duplice ruolo, di insegnante e “ricercatrice”. E’ difficile scindere i due
ruoli. Impostare un lavoro in questa nuova ottica ha apportato notevoli
cambiamenti nel mio modo di insegnare. Riuscire a guidare gli alunni
mantenendo l’attenzione sui processi più che sui prodotti è qualcosa che
sto tutt’ora perseguendo.
Per essere stata la prima esperienza
di lavoro in Co.Ls. mi ritengo soddisfatta dei risultati ottenuti e
mi auguro che questo modo di lavorare sia sempre più presente nelle nostre
scuole.
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